Cuori di pietra e deretani marmorei: L’Uomo di Marmo di Miriam Ghezzi

vin-brule01

Il Natale è alle porte, l’aria sa di cannella e vin brûlé – almeno così mi pare, oppure il mio naso anosmico fa cilecca, e molto presto mi ritroverò ad annusare con (in)sano compiacimento il gas di scarico delle auto, scambiandolo per il profumo del pollo allo spiedo – e io, pastiglia al miele e propoli in una mano e tastiera del PC nell’altra, penso a una delle mie ultime letture, al liceo e all’università, alla mia casetta (gli occhi di lui che sorridono, il pelo morbido di Bia e un sacchetto di pastefrolle al limone e uvetta: cosa voglio di più?), a un salto nel vuoto che forse districherebbe tutti i serpenti che ho in testa, alle fotocopie, al planning mensile, a un quadro visto a Oslo, al cappuccino… Poi, come mio solito, faccio un minestrone di tutto, giro un kolossal mentale e mi ritrovo a scrivere frasi di dieci righe, farcite di parentesi e incisi quanto gli arancini di mia zia. Ma tant’è.

Una delle mie ultime letture e i banchi di scuola, si diceva. Ebbene, chi, in età adolescenziale, tra un seminario facoltativo e una lezione con obbligo di frequenza, o proprio adesso, non ha mai sospirato per un paio di pettorali scolpiti e/o una tartaruga di Darwin spiaggiata su degli addominali granitici? Per quanto mi riguarda, sono stata fedele per anni a Egon Spengler – quello dei cartoni animati – ma, dal momento che lui era troppo impegnato a intrappolare ectoplasmi e a giocare con i flussi di energia per ricordarsi degli anniversari, mi sono vista costretta ad attaccare un paio di foto di Hugh Jackman sull’anta dell’armadio. Un interesse estetico, l’art pour l’art, è più che ammissibile e meriterebbe anzi di essere incentivato, ma quei dettagliucci statuari – un bicipite, un polpaccio o un popò (quel posto dove non batte il sole, ma che un paio di jeans scoloriti sottolinea alla grande) – cesellati da ore di palestra, fortuna genetica e una dieta troppo povera di fusilli e risotti per i miei gusti, talvolta hanno fatto passare in secondo piano un’altra questione: cosa si nasconde dentro un petto di marmo? O, meglio, un deretano più solido della roccia metamorfica può rendere più tollerabile un cuore di pietra?

luomo-di-marmoPer Vera, la protagonista de L’Uomo di Marmo di Miriam Ghezzi, edito da Book Salad, questi interrogativi sono da prendersi alla lettera, dall’istante in cui la sua vita di storica dell’arte per vocazione e ladra per necessità e tradizione familiare si intreccia con quella del blocco di marmo per eccellenza… il David di Michelangelo. Una richiesta sussurrata, un tocco da Pigmalione (o da Fata Turchina) e il sogno, come nelle fiabe, diventa realtà: il capolavoro scende dal podio, il marcantonio di oltre cinque metri si trasforma in un Pinocchio spilungone, con le mani grosse e prive di impronte digitali, l’espressione anonima, le iridi incolore, la parlata altisonante e un odio viscerale per i piccioni (strano? Provate a stare impalati davanti a Palazzo Vecchio per più di trecento anni!).

Allo stesso modo della marionetta di Collodi, David (ribattezzato David Gucci, “Come lo stilista!”) desidera diventare un ragazzo vero, con un cuore che batte. Ma è possibile cavare un muscolo cardiaco da un macigno, così come papà Buonarroti ha tratto i suoi Prigioni dal caos della pietra grezza? Ci vogliono poco più di cento pagine per scoprirlo… Cento pagine vivaci ed esilaranti, che conducono troppo in fretta a un epilogo veramente originale. Ho letto il romanzo in tram, ridendo, lasciandomi sfuggire una lacrimuccia, facendomi spintonare, perdendo la mia fermata e l’ultimo briciolo di credibilità: ne è valsa la pena!

L’emblema del Rinascimento, l’ideale di perfezione maschile, inciampa nel ventunesimo secolo, ascolta Bennato, socializza con un gatto, disegna, combina disastri e si rende conto di essere un non-finito: per sentirsi pienamente realizzati e felici è necessario abbandonare l’artificio, dimenticare la sezione aurea e farsi di carne e di ossa… che di certo sono più fragili del marmo, ma capaci di sentire e donare calore.

Annunci

4 thoughts on “Cuori di pietra e deretani marmorei: L’Uomo di Marmo di Miriam Ghezzi

I commenti sono chiusi.