I Rami del Tempo… avviluppano! La saga di Luca Rossi

Una storia inconsueta, appassionante… e appassionata!

I rami del tempo 2

“Se potessi tornare indietro, mi comporterei diversamente!”.

Diciamoci la verità, l’abbiamo pensato tutti, almeno una volta: un salterello nel tempo per toglierci uno sfizio, sia pure per commettere un peccatuccio innocente, per assestare una pizza (e non penso a una Bufala con pomodorini San Marzano e olio extravergine) a chi se la meritava, o per strappare un bacio al compagno di banco, quello F2 (Figo e Fatale), un attimo prima dell’ingresso del Prof di Religione; un saltino e poi basta, poi ce ne torneremmo buoni buoni nel 2015 come se niente fosse, senza conseguenze, a parte un pizzico di euforia adolescenziale, un senso di rivalsa finalmente risolto e un succhiotto sul collo che si vedrebbe appena. Non faremmo male (non troppo, almeno) a nessuno, giusto?

… Sbagliatissimo! Scorrazzare nello spazio e tra le epoche può avere conseguenze catastrofiche, non solo sulla flora intestinale (e, in caso di viaggi del genere, non c’è Enterogermina che aiuti), ma anche sull’intero universo, se non si lascia tutto esattamente com’è, per quanto ingiusto e doloroso, e si gettano i semi per la nascita di un nuovo ramo.

No, non mi riferisco al mio pollice verde mancante – a proposito, anche l’albero di Natale sintetico, ancora tutto agghindato in cima al soggiorno, mi pare un po’ deperito –, ma di un’originale teoria ben delineata nell’epopea “fantascientifica erotica” di Luca Rossi, fenomeno del Self Publishing consigliato anche da WIRED: I Rami del Tempo.I rami del tempo

Procediamo con ordine.

Il motore dell’azione è avviato fin dalla prima pagina, senza indugi né capricci: nella tranquilla isola di Turios, nel bel mezzo di un matrimonio, una pioggia di schegge decima gli abitanti – accipicchia, nella memoria della mia famiglia, il peggio che potesse accadere durante una cerimonia erano i canti allegrotti composti (e riproposti a più riprese) per l’occasione da un anziano parente!

Restano solo tre superstiti: Bashinoir e Lil, marito e moglie, e Miril, la sacerdotessa del Tempio.

Dalla spirale di misteri, sparizioni, ostacoli e cambiamenti – il legame tra le due donne diviene ben presto qualcosa di più di una vicinanza spirituale – emerge un inquietante interrogativo: e se qualcuno avesse innescato una meccanismo più sottile e crudele, condannando i protagonisti e il ricordo del loro popolo all’inconsistenza e all’oblio?

La minaccia è al di là del mare, nella magnifica e lussuriosa corte di Isk, dove re Beanor – un sovrano folle e violento, talmente perverso da far apparire Mr. Grey un novellino, e così malleabile dinanzi alle grazie delle sue numerosissime mogli da far quasi tenerezza – sta investendo ogni risorsa magica per infrangere la barriera protettiva che separa il suo regno da Turios e dalla relativa conquista.

Vicinanza e lontananza, opposti che si attraggono, oggetti del desiderio e schieramenti che mutano, storie che si intrecciano: in una parola? Contatto. Così riassumerei questo primo volume: tutti i personaggi instaurano o bramano una connessione energetica, fisica, carnale o psichica. E questo legame trascende gli individui, supera il sangue e le anime, perdura e avvince indissolubilmente passato, presente e futuro: riprendendo e attualizzando l’immagine dell’Albero della Vita, l’autore, senza troppi fronzoli o giri di parole, ma in uno stile schietto e lineare, concepisce il tempo come una pianta folta e rigogliosa, dalla quale si dipanano i diversi rami su cui si muovono le nostre esistenze. Ma cosa accadrebbe se qualcuno, per ignoranza o delirio, tornasse indietro di due millenni e operasse una sola, singola modifica? Il tralcio che ci fa da palcoscenico riceverebbe ancora la linfa necessaria a sostenere il nostro peso?

L'erede della luceNon vi rispondo… e passo al secondo libro della serie, L’Erede della Luce! 😉

L’avventura riprende là dove si era interrotta (e i lettori possono così saziare la loro curiosità): i sopravvissuti di Turios e un gruppo di (ex?) nemici di Isk compiono un viaggio in un’era remota, in un passato condiviso, per riaffermare la propria essenza, impedire una gemmazione e veder rifiorire il proprio ramo, resistendo alle seduzioni del potere, avvicinandosi, sfiorandosi, crescendo passo dopo passo, paragrafo dopo paragrafo… e attirando l’attenzione della Federazione dei Mondi.

In un Sistema burocrate e assolutista, con un’autorità centralizzata che sovrintende e contiene tutto e tutti, è possibile ammettere la magia? Talvolta, per il “bene comune” – e per sbaragliare concorrenza e liberarsi degli elementi scomodi, sconosciuti e temibili – si compiono scelte drastiche, e un Presidente intergalattico, ubiquo, indaffarato e perennemente circondato da ologrammi, è costretto a prendere su due piedi decisioni immediate e definitive … A meno che l’incanto non si riveli una forza incontrollabile, impossibile da soffocare, oltre ogni logica e previsione.

Nel buio cosmico tornerà a brillare una luce di speranza? E quale nuova stella si potrà chiamare casa, nel vuoto e nella desolazione lasciati da un Raggio spietato?

… Questo lo scopriremo solo leggendo il terzo capitolo della saga!

Luca Rossi

P.S. Grazie allo scrittore Luca Rossi per la sua gentilezza e per avermi fatto conoscere le sue opere! 🙂

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