Profumi ritrovati: La Donna Perfetta di Amabile Giusti

Un libro che arriva al cuore… e al naso!

ladonna

Sorprendente come un intervento di routine di novanta minuti – il tempo di una partita di calcio – ti spalanchi le porte di un nuovo mondo… e le narici!

Sopravvissuta, tra ringhi e mugugni, a quasi ventiquattr’ore di digiuno, soprannominata “La Letargica” dal personale ospedaliero che si divertiva a pizzicarmi le guance (e che ci posso fare se affronto la minima avversità con una dormita?), scampata agli attacchi felini di Bia contro le garze e i cerotti, eccomi a casa con un setto nasale che non esce dal seminato e va “dritto per dritto”. Ed eccomi qui, seduta a tavola, a rendermi conto che la leggendaria torta di mele della suocera, già in ottimi rapporti con ogni mia singola papilla e la pancia, possiede in realtà anche una solare nota di scorza di limone, che i pasticcini di mamma alla crema e al marron glacé hanno due gusti e due profumi ben distinti, ma irresistibili in egual misura, che il sale affumicato islandese è effettivamente salato e che la pappa “Tonnetto e Pesce dell’Oceano” della micina racchiude in sé una concreta e articolata sinfonia di pinne gialle e altre varietà ittiche (forse anche abissali).

Ma a stuzzicare l’olfatto ci ha pensato anche uno splendido libro, acquistato e divorato come si fa con una sfogliatella, in due bocconi memorabili e con enorme soddisfazione: La Donna Perfetta di Amabile Giusti, autrice di cui ho già avuto modo di parlare qualche mese fa.

Il romanzo, ispirato alla sceneggiatura del film Ma che bella sorpresa di Alessandro Genovesi, al cinema dal prossimo 11 marzo, è un gustoso piatto fusion, in cui gli ingredienti principali – Guido, un professore milanese sognatore, e Giada, soave autrice di fiabe per bambine toste – si amalgamano a puntino… ma solo dopo una lunga cottura, infarcita di retrogusti dolciamari, manciate di risate, romanticismo quanto basta (e non basta mai!) e un pizzico di mistero. E quale calderone è più adatto della calda e scoppiettante Napoli?

Lui, ricalcato fedelmente su Claudio Bisio, ha un “cuore di biscotto” e ogni venerdì regala un mazzo di fiori alla fidanzata, lei, fascinosa donna del Sud dalla chioma corvina e lunghissima che profuma di zenzero e vaniglia, ascolta e prepara vasetti di marmellata: riusciranno il sorriso zuccherino, le poesie, la costanza quasi da stalker e le ciglia di velluto della protagonista a ridare forma a quel frollino che rischia di sbriciolarsi e perdersi nel capriccioso cappuccino della vita?

È sufficiente una parte sottile come carta per conoscere profondamente la persona che ci fa battere il cuore e che ai nostri occhi appare perfetta? E, soprattutto, esiste davvero un partner perfetto, cucito su misura sui nostri interessi e le nostre preferenze calcistiche, come un abito che calzi a pennello?

Attenzione, perché ne La Donna Perfetta nulla è ciò che sembra: una routine consolidata e felice (?) è capace di andare in pezzi con la rapidità di un fiore che appassisce, un animo sentimentale può scandagliare i propri abissi e scoprire un’indole più mondana di quanto abbia mai creduto, la famiglia e gli amici non finiranno mai di sorprendere, ed è possibile che la mezza mela ideale, un mix di sensualità, affinità elettive e predisposizione ai lavori di casa, si riveli… del tutto inconsistente.

Amabile Giusti, con la sua prosa aulica e verace e il suo stile coinvolgente, ci regala un’altra fiaba moderna, corale e profonda, un incanto in cui spigoli e sinuosità, letteratura e perle di saggezza condominiale, rap e serenate, calvizie e braccia leggermente pelose si incastrano, si condiscono a vicenda ed esaltano i reciproci sapori… Molto meglio di due fotocopie perfettamente sovrapposte.

Ma che bella sorpresa

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