8° Tappa BlogTour “Non chiamarmi principessa” di Connie Jett, una rinfrescante commedia da gustare sotto il sole!

banner-blogtourBuongiorno serpentelli!

Oggi ho il piacere di ospitare l’ultima tappa del BlogTour dedicato alla commedia romantica Non chiamarmi principessa di Connie Jett, un vivacissimo viaggio organizzato dalla casa editrice Libro Aperto International Publishing che, oltre a ILW, coinvolge i blog Il Cibo della Mente, Words of Books, Voglio essere sommersa dai Libri, Biancaneve Critica, Diary of a Bookworm, We found Wonderland in Books e Stelle nell’Iperuranio .

Ecco il calendario con tutte le tappe:

calendario

Seguite, likate, commentate e condividete, perché alla fine del BlogTour potrete vincere una copia digitale del romanzo e un’altra bella sorpresa!

Oggi sarò io la vostra guida libraria: cercate di resistere alle mie gincane e alle deviazioni verbali, perché la meta – il nostro libro – vale veramente la pena.Prima di partire, però, con la voglia di leggere e di sognare in spalla, ecco qualche dettaglio sull’opera:

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«Mi propongo di fare una marea di cose prima dei trent’anni. Ho la scusa perfetta, i motivi e una scadenza.»

INFORMAZIONI

Titolo: Non chiamarmi principessa
Autore: Connie Jett
Editore: Libro Aperto International Publishing
Data di uscita: 28 Giugno 2015
Genere: Romantic Comedy
Grafica: Catnip Design
Pagine: 106
ISBN: 9781910442340

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TRAMA

Katia è una donna moderna e indipendente, disegnatrice di abiti per bambini e con la passione per i tacchi alti. La sua vita è perfetta finché non ha la sfortuna d’innamorarsi dell’uomo sbagliato, il suo capo, che le fa perdere la testa e il lavoro.
Con l’autostima sotto i piedi decide di prendersi un anno sabbatico in cui dedicarsi a se stessa e alla ricerca della felicità, e sebbene non tutte le sue decisioni saranno quelle giuste, il destino le offrirà una nuova opportunità.
Tornerà a credere nell’amore?

L’AUTRICE

Connie JettConnie Jett è nata in Argentina nel 1983. Ha studiato Filosofia all’Università di Buenos Aires e Comunicazione Interculturale all’Università di Genova. Dal 2002 vive in Europa tra l’Italia e la Spagna. Ha lavorato come giornalista per la TV italiana e per varie riviste. Attualmente insegna in una scuola d’infanzia ed è appassionata di letteratura romantica.
È l’autrice di Mi colección de secretos, romanzo chick lit insignito del premio Miglior romanzo contemporaneo 2012 dal web romantico “Autrici in ombra”, e di Todo puede cambiar en un instante, El instante en que todo cambió para Lola, Mis días sin ti, Kamikazes por amor e ¡A otra con ese cuento!
Potete incontrarla su Facebook, Twitter, Instagram, sul suo sito e sul suo blog ).

Pronti? Buon viaggio! 😉

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RECENSIONE

Compiere ventinove anni è un traguardo (lo sa bene la sottoscritta, ventinovenne da pochi giorni!), specialmente se hai un lavoro che ami, due amiche eccezionali che coccolano il tuo lato più strambo, ma che sanno ricondurti alla ragione (e a casa) quando hai bevuto troppe delusioni (e boccali di birra) e un ragazzo che ha appena lasciato la fidanzata storica per fare di te, l’“altra donna”, la sua unica compagna di vita.

Il ventinovesimo compleanno dovrebbe anche coincidere con il momento in cui realizzi che, forse, due spesse fette di Jamón ibérico ti offuscano la visuale da troppo tempo, e che è ora di avere uno sguardo limpido sulla tua essenza, il tuo intimo e le tue aspirazioni, prima che la realtà ti ridesti dai sogni con uno scossone ben poco educato. Katia, le sue belle fette di prosciutto, le ha lasciate stagionare a lungo, ed è facile prevedere che il sale dell’insaccato andrà presto ad aggiungersi a quello delle lacrime.

Infatti Mat, il suo boyfriend segreto, capelli dorati e occhi color miele, è sì, all’apparenza, un uomo di successo, bello e brillante, ma, smessi i panni del responsabile Marketing, sotto gli eleganti abiti manageriali e al di là del perenne rigonfiamento sotto la cintura, nasconde una natura ipocrita, opportunista e volgare. A mente fredda e rigor di logica, è il tipico individuo da evitare, ricorrendo perfino alle corone d’aglio e all’argento, se servissero allo scopo.

A rigor di logica, appunto. Perché, dal momento che “siamo tutti folli in amore” (accidenti a te, Charlotte Lucas!) e che le regole dell’attrazione non rispondono alla fisica né alla sintassi, può capitarci di scambiare lampadine ammaccate (e non a risparmio energetico) per stelle del firmamento, e di dare peso a chi peso non ha e, anzi, è tanto leggero (per non dire vuoto) da volare via al primo alito di vento, insieme alle nostre illusioni, alle fantasie romantiche e a un pezzetto di cuore.

Il velo intessuto da Katia, ovviamente, si strappa all’improvviso (non vi dirò di più), le visioni d’amore si sciolgono come ghiaccioli, una via d’uscita sembra avere la stessa consistenza di un miraggio… E i ventinove anni acquisiscono un altro significato: sono l’apice del disincanto, quasi l’appropinquarsi di una data di scadenza oltre la quale si affastelleranno solo rimpianti e rimorsi – al liceo, tra amiche, eravamo solite ripetere che al raggiungimento dei trent’anni saremmo esplose… Troppo drammatiche? Da allora facciamo il conto alla rovescia, ma siamo più serene e ottimiste.

Tuttavia, a un termine può corrispondere un nuovo inizio, ed ecco che il fatidico ventinove diventa una base da cui spiccare un salto, magari letteralmente, sperimentando il Bungee Jumping, e non lasciare nulla di intentato.

Certo, viste le scottature pregresse, può capitare di diventare più aride del deserto del Gobi, sospettose, e di rispondere «E di quale favore avresti bisogno?» a quel qualcuno dallo sguardo dolce che, in un giorno qualsiasi, e non a Natale o per il tuo compleanno, ti sta offrendo una scatola oversize di cioccolatini artigianali (il sogno di Forrest Gump).

Ma si guarisce, fidatevi, Katia e io lo sappiamo: le fette di prosciutto si seccano definitivamente, in favore di una dieta più equilibrata, gustosa e sorprendente, la luce artificiale va in tilt (volete mettere il confronto con un vero tramonto mozzafiato?) e lo scampolo di cuore torna al proprio posto, riadattandosi all’arazzo e conferendogli sfumature più sgargianti, consapevoli e decise, non appena cambia il vento.

Lo avrete capito, Non chiamarmi principessa mi è piaciuto, ho stretto amicizia con quasi tutti i personaggi –continuo a minacciare Mat con una collana d’aglio a tre fili – e ne sentirò la mancanza. La penna di Connie Jett è fresca e piacevole, quello che ci vuole in queste giornate afose, ma, come tutte le bevande fruttate e dissetanti, finisce troppo in fretta… Ci vorrebbe un secondo giro!

Insomma, concludo questa recensione consigliandovi il libro, e intanto scarto un altro cioccolatino, confermando, una volta di più, che le dolcezze migliori sono quelle fuori programma e che non rispettano le ricorrenze.

DONNE E TACCHI ALTI

Katia ama i tacchi: vive, cammina, corre e balla sulle zeppe e gli stiletto, ne ha un’infinità di paia, ama abbinarli a ogni occasione, superare il suo metro e cinquantatré, sentire il passo più spedito, determinato, incurante di qualsiasi cautela e dei piedi doloranti.

Dopotutto, l’amore non è poi così diverso da un paio di Manolo o Louboutin: è “una cosa a due” (una scarpa per ciascun piede e un piede per ciascuna scarpa, giusto?), a volte, o sempre, fa male come una calzatura nuova, ma rende più frivoli e arditi. Però, a differenza dei tacchi, di cui Katia è una specialista, l’amore fa anche perdere l’equilibrio e inciampare; e può essere ingannevole, aggiungerei io, trovare allettanti due tacchi a spillo e, contemporaneamente, farsi cullare dalla suola in cuoio di una coppia di decolté. Per dirla con le parole della nostra eroina:

“Tacchi: mille. Amore: zero.”

Io con i tacchi ho un rapporto contrastante: mi piacciono, vorrei entrare in casa di Carrie Bradshaw e portarle via tutte le scarpe, anzi, diciamo pure l’intera cabina armadio (segniamolo tra le cose da fare prima dei trent’anni), e so che, prima o poi, farò miei quei sandali vertiginosi di Vivienne Westwood che ho visto a Parigi, ma non è facile aggirarsi tra la folla con dei trampoli appuntiti se, già da scalza, sei alta quasi un metro e ottanta. Specialmente se, nonostante nel profondo ti senta leggiadra come Campanellino, all’esterno hai la grazia di Pippo (ubriaco, per giunta). Non è un caso se mio marito e io abbiamo inventato il personaggio della “Grande Moglie”, una gigantessa dalla risata gutturale che fa la sua comparsa, puntuale, in concomitanza di cerimonie, eventi mondani o serate speciali – ovvero, quando lascio nel ripostiglio le calzature rasoterra.

Colossi, disastri e cadute a parte, resto un’inguaribile fan del tacco dodici, ma – leggere per credere! – mi risulta che anche con un paio di pantofole di plastica si possano ottenere grandi risultati… Basta solo accettare il proprio lato tamarro.

E voi, serpentelli? Qual è il vostro rapporto con i tacchi? Avrò pure la testa piena di serpenti, ma sono curiosa come una bertuccia! 😉

Adesso è il vostro turno!

Per partecipare al Giveaway finale potete utilizzare il form Rafflecopter che abbiamo preparato per voi e che trovate subito dopo un breve riassunto delle regole:

OBBLIGATORIE:

  • Seguire i blog che partecipano al BlogTour (obbligatorio) + 3 punti
  • Mettere mi piace alla pagina della Libro Aperto International Publishing e della scrittrice Connie Jett (obbligatorio) + 3 punti
  • Commentare tutte le tappe (obbligatorio) + 2 punti
  • Condividere evento su Facebook (obbligatorio) + 2 punti
  • Condividere il BT su Twitter taggando @libro_aperto (obbligatorio) + 3 punti

FACOLTATIVE:

  • Condividere immagine del BT su INSTAGRAM dal profilo @catnip_pam o @diary_of_a_bookworm con APP REPOST (facoltativo ma molto apprezzato) + 5 punti

a Rafflecopter giveaway

PREMIO IN PALIO:

  • NON CHIAMARMI PRINCIPESSA DI CONNIE JETT (E-BOOK)

  • BUONO AMAZON DEL VALORE DI 15 EURO

Il BlogTour termina oggi, affrettatevi, ma… attenzione a non perdere la scarpetta!

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43 thoughts on “8° Tappa BlogTour “Non chiamarmi principessa” di Connie Jett, una rinfrescante commedia da gustare sotto il sole!

    • Anche a me dispiace tantissimo, queste 8 tappe sono volate!! Ma cui saranno tante altre belle occasioni… Sono felice che ti sia divertita, grazie per aver partecipato! 🙂

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  1. Io sono un’amante dei tacchi, li preferisco a molti completi ma non tutti i giorni! I piedi si stancano! u.u
    il blogtour è finito, attendo l’estrazione! Grazie a tutte ♡

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  2. L’ultimaaaaaaaaaaaa, ma noooooooo!! Mis dispiace così tanto!! Grazie per questa ultima tappa, fantastisca sul serio.
    Ma grazie a tutte voi, per tanti commenti e abbracci virtuali pieni di affetto!

    Siete stupendi! A presto!

    Connie

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    • Grazie a te, carissima Connie!! Conoscerti e leggerti è stato veramente fantastico… Peccato che il nostro BlogTour sia già finito! 😦 😦 😦
      Sei una persona e una scrittrice eccezionale, il tuo romanzo ci ha regalato risate e tanti bei sogni! ❤
      A presto, un bacione!

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  3. Questo Blog Tour è stato molto carino e mi sono molto divertita a partecipare.
    Mi dispiace sia terminato ma adesso attendo con ansia l’estrazione 😛
    Il mio rapporto con i tacchi?
    Li amo da sempre ma li sopporto per massimo 5 minuti 😀
    Invidio le donne che portano quei bei tacchi, sfoggiando le loro gambe lunghe e affusolate e le caviglie sottili ed eleganti.

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  4. Io adoro i tacchi, ma vorrei avere un rapporto più pacifico con loro ahahah
    Mi piacciono soprattutto perchè ti danno un’aria elegante e sensuale anche se hai il pantalone (soprattutto *-*).. D’estate uso sempre un paio di scarpe con il tacco grosso in sughero perchè sono più comode, e almeno riesco a camminarci un pò di più! Poi la moda di quest’anno dei pantaloni a palazzo va alla grande con i tacchi *-*

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    • Ahah l’eterna lotta tra noi e lo stiletto!! 😀
      Pantaloni a palazzo & tacchi sono un abbinamento fantastico e intrigante… *____* Lo proverò, a patto di non dover camminare per più di un isolato!!

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      • No dai perchè? Ahahahah
        Prova questo abbinamento e vedrai che non ne farai più a meno! Io ormai mi vesto solo così ahahah Anche perchè sono molto leggeri questi pantaloni, e con questo caldo ci vogliono proprio 🙂

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  5. il mio rapporto con i tacchi? che domanda interessanta…. io li amo… davvero! ho una specie di mania… ne compro tantissimi per poi….. depositarli nella scarpiera XD perchè se c’è una cosa che non so fare è camminare su quei dannati affari! per cui preferisco tenere la mia “tappezza” piuttosto che sembrare un dinosauro camminante XD

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    • Le belle scarpe sono sempre un ottimo investimento… E sono anche degli splendidi complementi d’arredo!! 😉 La mia scarpiera ormai ha fatto indigestione!

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    • Ihih! “Scarpe basse a vita”… Bello slogan! 😉
      Amici, il BT è arrivato all’ultima tappa, ma oggi nasce il movimento “Tacco sottozero forever”!!

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  6. Io adoro i tacchi, non troppo eccessivi, ma li adoro anche se faccio fatica ad indossarli. Ovviamente comunque ho di più un buon rapporto con le mie amate converse e le vans, ma dei tacchi ad una buona occasione non mancano lol

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  7. Ciaoooo 🙂 mi dispiace tanto che questa è l’ultima tappa 😦 oramai per me era una compagnia e leggere tutte le tappe è stato bello.
    Io con i tacchi non vado molto d’accordo. Li adoro e li compro (e sono abbastanza alti) ma purtroppo li metto 5 o 6 volte all’anno perchè scelgo sempre le mie solite Nike.
    Quest’anno ho trovato la scarpa giusta per me, bassa ma sempre con quel tacchino che slancia e sta bene sotto i vestitini 🙂

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    • Ciao! Queste otto tappe sono volate, è stata proprio un bella avventura… Ma le compagne di viaggio restano! 😉
      Come i gatti e le gazze ladre, quelle belle scarpe alte, luccicanti e colorate mi attirano… Ma le Converse e le Clarks (e le pantofole) hanno un posto speciale nel mio cuore!

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  8. Bellissima Tappa, il rapporto tra donne e tacchi è sempre difficile, come nel mio caso! Non amo i tacchi, ma sono sicura che mi esaltino, perciò per cene o pranzi eleganti non riesco a evitarli, ma di solito cerco di evitarli, così da evitare storte e ferite varie! Bellissima anche la recensione che mi ha invogliato ancora di più a leggere il libro!

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    • Grazie! ^____^
      Sì, con i tacchi abbiamo un rapporto complesso e conflittuale… Slanciano, valorizzano, fanno risplendere, ma a volte amano scherzare e ci vanno giù pesante (vedi slogature & affini!)! Mi piace indossarli in occasioni speciali… Purché ci sia qualcuno a sorreggermi! 😉

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  9. Ciao, eccoci qui all’ultima tappa, allora il mio rapporto con i tacchi non è mai stato idilliaco, ho sempre portato tacchi non superiori a 7 cm e adesso da dopo la gravidanza è ancora peggio, non supero i 5, non riesco davvero a portarne più alti, a meno che non ci sia un plateau alto ma in fin dei conti il tacco sempre 5 è… xD
    Spero di rivederci presto…. magari con un altro BlogTour!!!!
    Email: miry_81@hotmail.it
    (negli altri blog ho commentato con il mio account Google ma il nome non cambia ^_^ )
    Baci!!!

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    • Il plateau è stato la mia salvezza, così posso sentirmi come in Sex and the City, ma restando abbastanza vicina al terreno! ;p Questo BT purtroppo è già all’ultima tappa… Ma i viaggi in buona compagnia e i buoni libri non finiscono mai! Smack!

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  10. I tacchi??? Non devono essere troppo alti, devono essere comodi altrimenti va a finire che cambio scarpe prima di arrivare a metà giornata. Li utilizzo molto poco anche se non sono particolarmente alta:la comodità prima di tutto!!!

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