Invisibili alla riscossa! L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome di Alice Basso

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“Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”. E perché non viceversa? Oppure un altro uomo più o meno delle stesse dimensioni? O un nano da giardino, un bosone, un dirigibile, un Jack Russell, o magari una pirofila di melanzane alla parmigiana – e sul fattore cibo ritorneremo tra un attimo – preparata con tanto amore e tutti gli oleosi crismi da un parente, un amico o un ammiratore che abbia a cuore la nostra dieta?

Ora, senza addentrarmi in questioni troppo profonde, ciò che voglio dire è che gli aforismi, con il loro tono sentenzioso e la pretesa di esaustività, universalità ed eternità, non considerano una lunga e altrettanto imperitura serie di varianti, sfumature, angolazioni ed eccezioni – la qui presente, per dire, che grande non lo è neanche un po’, in questo momento ha dietro di sé una gatta che mordicchia una matita, una miniatura di Batman in edizione limitata, un sottobicchiere fradicio di ananas e lime e un marito che elabora nuovi e stupefacenti giochi di ruolo.

Tanto per restare in tema di dietrologie in senso letterale, però, devo confessare di avere anch’io il mio bel motto fresco di pensata – e il mio motto sì che vale sempre e comunque e si adatta a ogni stagione, a ogni mise, primo, secondo, contorno, dessert e ammazzacaffè: “Dietro un personaggio letterario, sia esso principale o marginale, c’è un sempre un grande entourage”. Qualche esempio?

Gatsby organizzava delle feste fichissime che mammamiacidevotroppoandarechelacremedelacremediwesteggcisguazzaemagaririescoaritagliarmiunospaziettopiccinopicciò: questo è appurato e sopra vi sono passati fiumi di inchiostro e liquori proibiti. Ma chi pensate che, alla fine della bisboccia, raccogliesse i bicchieri mezzi pieni e i mozziconi, e si preoccupasse di stirare le sue griffate camicie, poi impunemente lanciate per aria come colombe multicolor da una cinematografica Daisy-fossette-risolini-e-soundtrack-di-Lana-Del-Rey?

Rossella dimostrava un interesse al di là dell’interior design nei confronti delle tende di casa? Legittimo, ma chi si sarebbe occupato, sul piano pratico, di punti, orli, asole e bottoni?

E ha un bel gasarsi e fare a botte il summenzionato Batman, se nella Bat-caverna c’è chi lucida il costume e lo ripulisce dalla lettiera di Catwoman e dal sangue di Bane.

Da dove ho tirato fuori la mia massima? Né da un cilindro – troppa calca là dentro, e i conigli m’inibiscono – né da una manica – ho una maglietta da Braccio di Ferro – bensì dal brillantissimo romanzo di Alice Basso, L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, edito da Garzanti: quasi trecento pagine di genialità, ironia, battute dettate dall’imbarazzo (vi risparmio le mie trovatine da silenzio in ascensore), personaggi destinati a diventare i miei best forever anche contro la loro volontà, segreti e misfatti editoriali, citazioni, potenziali trame da leccarsi le dita per voltare più in fretta le pagine (a proposito, dove posso trovare una copia di Più dritta di una corda di chitarra?), angeli col ciuffo e la stoccata pronta, impermeabili che sanno di pioggia e nicotina sarcastica e molto, molto di più.

Ma il punto è che, se dalla penna di Alice non fosse uscita una certa personcina dall’espressione accigliata, più stoica e micidiale dell’iceberg che affondò il Titanic, Vani Sarca – la ghostwriter più tosta e adorabilmente cervellona che ci sia – Riccardo Randi – scrittore ammalato di pagina bianca, ma sanissimo sul piano delle conquiste – e l’intera struttura del libro avrebbero rischiato di non esistere.

Senza una presenza discreta che ti lascia una teglia di lasagne da infilare nel microonde – ve lo dicevo che il fattore cibo sarebbe ricomparso, ci ha messo solo più righe del previsto – mentre tu, invece, ti preoccupi di scaldare l’atmosfera; senza un fiore che sboccia nella penombra di un appartamento e fa risplendere ogni superficie, lasciando tracce di sé tra le pagine di una rivista e sui Post-it coperti di una grafia ordinata; senza una donna piccola e coriacea che, molto probabilmente, controlla che la tua chioma indomabile non s’indebolisca per lo stress e i tuoi tic; senza una guerriera che a un certo punto si fa meno silente e meno riservata, si stacca dallo sfondo, acquisisce forme, muscoli, e avanza battagliera per difenderti (anche a colpi di phon e lacca, se necessario) da colei che ti ha spezzato il cuore, riconoscendola nonostante il cambio di look ed etichettandola come Diablo senza ascoltare ragioni… Insomma, senza Rosa, nascosta e dal cognome ignoto, eppure essenziale e palpabile tra gli strati di sfoglia e ragù, che autore, personaggio o lettore saresti?

P.S. Grazie a tutti gli “entourage” – schiere di dame, confidenti, Alfred e Mami di carta, ma anche e soprattutto scrittori, case editrici e membri della filiera editoriale e libraria – che hanno reso, rendono e renderanno possibile l’esistenza di personaggi che arrivano al cuore, alla pancia e alle meningi!

Dicapriogatsby

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6 thoughts on “Invisibili alla riscossa! L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome di Alice Basso

    • Assolutissimamente consigliato, penso che sia uno dei romanzi più originali, ironici e brillanti degli ultimi anni, Alice Basso è proprio bravissima! *____*
      P.S. Grazie!! Un post molto molto carino… E adoro “I miss you” dei Blink 182! Risponderò al tuo tag al più presto!

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