La moda (e il Social Media Marketing) non è mai stata così crudele: All’inferno non c’è glamour di Lucy Sykes e Jo Piazza

All'inferno non c'è glamour

Guai a chi fa un uso improprio dei dinosauri!

I dinosauri sono semplicemente stupendi, spaccano, sono dei lucertoloni giganti, imponenti, fortissimi. E hanno camminato sulla Terra per oltre 160 milioni di anni (con relativi smottamenti, tsunami, eruzioni vulcaniche e collisioni di zolle a ogni passo).

Quindi andiamoci piano con i pastiche di DNA, i parchi a tema – poi non vi lamentate, se i miei rettili cresciutelli scambiano i turisti per tanti canapè e salatini caldi e ben conditi che si autoconsegnano a domicilio – e i viaggi nel tempo.

Da bambina avevo un brontosauro fucsia e azzurro di peluche che avevo battezzato Dino Ron-Ron per via di una biglia metallica che, rotolando all’interno del suo pancino cavo, produceva il caratteristico rumore. Ebbene, Dino Ron-Ron mi accompagnava ovunque, mi seguiva in qualsiasi (dis)avventura e condivideva i miei innumerevoli hobby, godendo sempre di un trattamento all inclusive di favore, trasferte in prima classe, polizze assicurative, prelibatezze e lenzuola fresche di bucato. No, dico, il mio amico peloso veniva dal Triassico o giù di lì, ne sapeva di gran lunga molto più di me – all’epoca, al massimo, avevo tentato la fuga dall’asilo un paio di volte – ed era forte, di compagnia e con un certo savoir-faire.

BrontosauroQuindi potete immaginare la mia reazione nel vedere – sapete che tendo a percepire i personaggi dei libri in 4D – Eve Morton, “la cattiva” titolata, iperconnessa e insonne del romanzo All’inferno non c’è glamour (Edizioni Piemme), paragonare il suo ex capo Imogen Tate proprio a un brontosauro. Doppio affronto: punto primo, come già esposto diffusamente, i dinosauri non si toccano, né, tantomeno, possono essere utilizzati a scopo denigratorio; punto due, non meno importante, Imogen è assolutamente favolosa.

L’intera vicenda ruota attorno a lei, al suo occhio vigile – le descrizioni delle collezioni, delle sfilate e dell’abbigliamento di chi la circonda sono P3: precise, personali, palpabili – e alla sua aura fascinosa, quasi divina, eppure incredibilmente vicina, alla mano, gentile. Perché Imogen Tate, direttrice del magazine (cartaceo al 100%) Glossy, è un’icona di stile, ma soprattutto un modello di sincera cortesia, empatia e grazia.

Dimenticate le algide regine della moda, le super redattrici eccentriche, scostanti e dalle pretese assurde, le Anna Wintour all’ennesima potenza: la nostra cara Im è umana, si ammala, si concede un anno sabbatico, ritorna, è tormentata dal dubbio, inciampa, cresce, si reinventa, assorbe e rielabora… Perché camminare su stiletto vertiginosi senza esitazioni o traballamenti richiede tempo, applicazione e pazienza, ma, una volta imparato, cadere o perdere la scarpetta è impossibile, e non c’è Tweet o social rumour che possa minacciare l’equilibrio.

“Millennial” e “teste grigie”, “tecnost#*%£&” e refrattarie informatiche, ROFL, LOL, strette di mano e distinti saluti, virtuale e face-to-face… E non solo, tra le pagine di questo romanzo troverete molto di più: la teoria e la formazione sul campo in attesa di un giudizio di Paride 2.0, il dissidio tra “COMPRA ORA” e shopping riflessivo, la filosofia del “tutto e subito” che scalpita in coda a scrivanie polverose e un po’ letargiche, iperattività in odore di doping ed elefantiaca indolenza, ecofriendly estremo e burocrazia imperitura, solitudini sotto strati di gloss waterproof, amicizie posticce e balletti scheletrici – e, per una volta, sorvolo sulla questione cibo, lascio a voi il piacere della scoperta.

Quindi ci troviamo di fronte a uno scontro tra titani, all’eterna (e attualissima) lotta tra bene e male, fuochi di paglia e classici intramontabili? La questione non è così semplice… Che poi, tutta questa contesa, questa competizione furiosa, questo dualismo sancito dalla carta d’identità sono davvero necessari? Alla fine “ne rimarrà soltanto uno” e uno solo, senza via di scampo, collaborazione o mediazione, tassativamente e inevitabilmente come in Highlander?

Senza le spalle muscolose dei giganti, i nani non potrebbero ammirare l’arcobaleno né le stelle e, d’altra parte, quei colossi statuari soffrirebbero di solitudine e apatia se quei piccoli (e un po’ petulanti) esserini non descrivessero con minuzia il volo di una rondine e non saltellassero sui loro deltoidi ventiquattro ore al dì, alla ricerca della luce giusta per il selfie perfetto…

Ok, ora la smetto di spammare e vi lascio con un avvertimento: prestate attenzione ai brontosauri, perché se li infastidite oltremisura, abusate della loro (quasi) infinita pazienza o torcete una singola scaglia ai cuccioli del branco (ma a cosa stavate pensando?), la trasformazione in T-Rex è inevitabile… E il T-Rex vince sempre.

jurassic-park-3d-t-rex

Annunci

4 thoughts on “La moda (e il Social Media Marketing) non è mai stata così crudele: All’inferno non c’è glamour di Lucy Sykes e Jo Piazza

    • Ahah! Siamo ancora in rapporti stretti, ed è circondato da tanti nuovi amici: i modellini in legno, plastica e gomma (purtroppo non a grandezza naturale), dvd e libri sul tema e il kit del piccolo paleontologo (regalo del maritino)! ;D

      Liked by 1 persona

I commenti sono chiusi.