Memonoir 2016: quando l’utile si unisce al dilettevole… e al delittuoso!

Cover_MemoNoir2016Nessuno mi ha mai invitato a giocare a Cluedo (e nelle partite di palla avvelenata vengo sempre scelta per ultima, ma questa è un’altra storia).

Forse perché per me il colpevole è sempre il maggiordomo, armato di candelabro fresco di Argentil, e il delitto avviene inevitabilmente in uno studio dalle modanature di mogano (ma posso anche considerare il legno di ciliegio, in alternativa), con un arazzo scarlatto che quasi tocca il soffitto e una pelle d’orso (di peluche) ben stesa sul parquet a lische di pesce. Anche quando Alfred o Battista, o in qualunque altro modo il suddetto maggiordomo si chiami, non fa parte del romanzo/del cast e, anzi, non si è nemmeno presentato alle audizioni; anche quando la vicenda si svolge in un superattico del settimo millennio, i led dominano e l’arredamento segue tutt’altra moda.

E poi devo appuntarmi qualsiasi cosa, vivo di promemoria, trilli e sveglie, e il nodo al fazzolettino di carta sta diventando un problema, perché si spezzetta e mi lascia le tasche dei jeans piene di micropallette.

Cosa c’entra questa smania annotatrice con le mie fissazioni criminali? È presto detto: finalmente posso ancorare sulla carta pensieri, scadenze, liste, appuntamenti, battute che non farò mai e che fanno ridere solo la sottoscritta, dichiarazioni, editti, maledizioni, stralci di conversazioni ascoltate di sfuggita… E intanto nutrire la mia curiosità, scoprire che oltre al candelabro c’è di più e impepare le mie fantasie color canarino.

Dopo il successo della prima edizione, infatti, anche per il 2016 torna in libreria la Memonoir (Golem Edizioni), il libro/agenda a cura di Torinoir, un gruppo di 12 scrittori torinesi riunitisi per confrontarsi e dare nuovo impulso e stimoli ai lettori e al mondo editoriale (emblematico il loro Manifesto!).

12 racconti, uno per ogni mese, introdotti da 12 biografie in 100 parole, “veloci come proiettili” e con la prefazione di Margherita Oggero; 12 stili, 12 visioni originali e dirompenti: dalla penna “cattiva” (o semplicemente e provvidenzialmente schietta) a quella ironica e precisa, dalla punta fine alla pennellata sapida e paffuta, dall’acquerello alla tempera non diluita; perdite di controllo e logoranti attese, premeditazioni, ossessioni, armi ed espedienti inconsueti e inconsapevoli (non guarderete più la lattuga con gli stessi occhi, leggere per credere!), verità nascoste e bugie impomatate… Un’immersione nei bassifondi, urbani e intimi, da 12 prospettive differenti intinte nel medesimo inchiostro: quello denso, pastoso, indelebile, che dal giallo sfuma nel nero.

P.S. Vi lascio l’indice… Appetitoso, eh? 😉

Ossessione di Massimo Tallone
Bang! di Fabio Girelli
L’insalata dell’orco di Patrizia Durante
Acqua di Luca Rinarelli
Rodeo di sangue di Giorgio Ballario
Aurelia di Fabio Beccacini
Voglio la testa di… di Claudio Giacchino
Non si parla di editoria di Rocco Ballacchino
Frammenti di luce di Enrico Pandiani
Causa e pretesto di Marco G. Dibenedetto
La moglie del sergente di Andrea Monticone
Il passato ritorna di Maurizio Blini

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