A tu per tu con l’ispettore Rubatto!

Non credo di aver commesso reati. Non di recente, almeno.
Forse qualche rissa risalente ai tempi delle scuole elementari, ma mi risulta che questo tipo di misfatto cada in prescrizione insieme ai denti da latte…
E allora cosa ci fa un ispettore in casa mia?
Niente paura, questa mattina Rubatto è qui su ILW in veste – altrettanto ufficiale – di personaggio nato dalla penna di Marco G. Dibenedetto e sarò io a metterlo sotto torchio… Per parlare degli ultimi due libri che lo vedono come protagonista.

Ma arriviamo al punto, si sa che il crimine non dorme mai e tanti enigmi e nuove sfide attendono il nostro ospite, quindi vi lascio subito qualche informazione sui romanzi e l’autore e poi via con l’intervista!

 

I dubbi di Rubatto

La guardò, aveva un viso splendido ed elegante, un po’ algido ma molto bello. Era un peccato farle quello che aveva intenzione di fare, ma doveva eseguire il suo compito. Il destino lo imponeva. Si avvicinò alla borsa, si infilò un paio di guanti di neoprene, prese una boccetta e una mascherina che appoggiò a terra. «Mi dispiace, sei così bella» le sussurrò senza sapere se potesse sentire. Le afferrò il collo con le due mani e strinse con tutta la forza che aveva.

 

I DUBBI DI RUBATTO

Autore: Marco G. Dibenedetto
Editore: Golem Edizioni
Collana: Le Vespe
Numero di pagine: 238
ISBN: 978-88-98771-45-5
Data uscita: 14 aprile 2016
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Un pazzo omicida semina il terrore nel mondo dell’alta moda e del glamour uccidendo e sfigurando ragazze destinate alle passerelle o alle copertine delle riviste patinate. Una sfida per l’ispettore Rubatto e per i suoi uomini più fidati che dovranno inoltre confrontarsi con un’inspiegabile crisi del loro capo, proprio nel momento in cui ne avrebbero più bisogno. Tra un dubbio e l’altro Rubatto deve fermare la scia di morte e sciogliere un nodo legato alla sua vita privata che rischia di fargli perdere lucidità e di condurlo verso l’abisso.

 

UNA CALDA ESTATE GIALLA_600dpi

Appoggiò l’orecchio alla porta, ma nessun rumore sembrava provenire dall’interno. Si voltò verso la moglie che aveva gli occhi immobili e arrossati come se stesse
per presagire un’inevitabile sciagura.
Rubatto infilò la chiave più lunga nella toppa della porta, la girò e il rumore dello scatto del chiavistello si propagò lungo la sua mano. Aprì di scatto. Il buio fece male agli occhi, tutti gli scuri erano stati chiusi e non un filo di luce riusciva ad entrare dall’esterno.
Un odore dolciastro di morte e di stantio li investì.

 

ANTEPRIMA!
UNA CALDA ESTATE GIALLA. DOPPIA INDAGINE PER MARRA E RUBATTO

Autori: Marco G. Dibenedetto – Mariel Sandrolini
Editore: Golem Edizioni
Collana: Fuoricollana
Numero di pagine: 192
ISBN: 978-88-98771-53-0
Data uscita: maggio 2016

Un’estate bollente e due tra i poliziotti più amati dagli italiani, il commissario Marra e l’ispettore Rubatto, insieme alle loro consorti, cercano di godersi le meritate vacanze in due incantevoli luoghi di villeggiatura.
Ma le loro aspettative sono destinate a infrangersi quasi subito in quanto sia Marra (a Puegnago) sia Rubatto (a Pietra Ligure) incappano in due crimini efferati che li costringeranno a mettersi in gioco per sciogliere due ingarbugliatissime matasse che sembrano non avere apparente spiegazione.
Per la prima volta si sentiranno anche tra loro, per telefono, e la squadra di Rubatto collaborerà con Marra per fornirgli preziose informazioni.
Due romanzi brevi da leggere tutti di un fiato.

 

L’AUTORE

Marco G. Dibenedetto è nato nel 1972 a Torino, dove esercita la professione di psicologo e psicoterapeuta oltre ad insegnare in una scuola superiore. Nel 2008 ha pubblicato il suo primo romanzo, un thriller dal titolo Il cacciatore di vite (Fratelli Frilli editore). Ha poi dato vita al personaggio dell’ispettore Rubatto che, con questa, è giunto alla quinta indagine. Con Golem Edizioni ha già pubblicato le precedenti indagini. Fa parte del collettivo ToriNoir.

 

 

Buongiorno ispettore Rubatto e benvenuto nel mio blog! Spero che non abbia con sé un mandato di perquisizione… Non che abbia qualcosa da nascondere, a parte i biscotti. Anche i serpenti che ho in testa sono regolarmente registrati all’albo Creature Mitologiche & Affini… OHOHOH! Ah. Non sta ridendo [si ricompone e si schiarisce la voce]. Ancora benvenuto, ispettore, e grazie per aver accettato di rilasciare questa intervista. Prima iniziare gradisce qualcosa da bere, un caffè, un succo di frutta…?

Buongiorno a lei, signorina…?

Med, Med LaGorgo.

Allora buongiorno signorina… LaGorgo. Grazie per l’accoglienza, molto carino qui. Comunque prendo del vino bianco. Solo se fresco, però!

Ma certo lo vado a prendere immediatamente

[Una bottiglia di vino arriva e Rubatto se ne scola un bicchiere in un solo sorso] Posso fumare?

Certo che può, apro solo la finestra. Finestra… Windows… L’ha capita? OHOHOH! Ah. Continua a non ridere. Sarà meglio iniziare. A casa tutto bene? So che sua moglie sta frequentando un corso di yoga…

Tutto bene, grazie. Abbiamo attraversato un periodo… come dire…un po’ turbolento, ma abbiamo chiarito tutto.

Ce ne vuole parlare?

Ma non è che ci sia molto da dire, c’è stata un’incomprensione, una semplice incomprensione. Come dice il mio amico psicoterapeuta Marco G. Dibenedetto, molti conflitti all’interno delle coppie nascono sui NON DETTI, e appunto… sono state una frase e delle parole male interpretate che hanno fatto nascere dissapori e un’incapacità di accogliere i dubbi propri e altrui. Perché è sui NON DETTI che si proiettano le proprie paure e le proprie ansie. Da questa storia ho imparato, infatti, che nella coppia si deve parlare, si deve esprimere il proprio sentimento senza averne paura. Ma cambiamo discorso, per favore! Non mi piace molto parlare della mia vita privata.

Ho capito, voltiamo pagina. In una delle sue ultime avventure (I dubbi di Rubatto) si è ritrovato catapultato nel mondo dello show business: qual è la sua opinione al riguardo? Cosa ne pensa della moda?

È stata un’indagine difficile e ardua. Solo grazie al nostro affiatamento e al fatto che i miei collaboratori, Stafano e Aceto, abbiano seguito i miei consigli siamo riusciti a scoprire l’assassino. Il mondo della moda, almeno da quel poco che ho potuto vedere, è un mondo strano, dove solo i soldi e le foto sulle prime pagine sono l’unica cosa che interessa veramente. Il resto… non so!

Come ha detto, lei e la sua squadra siete molto affiatati: qual è il vostro modo di procedere nelle indagini? Com’è cambiato il vostro rapporto nel tempo?

Ma sa… in polizia non è che si può improvvisare. Io comando e loro eseguono. Aceto è quello più giovane, ha molta fretta di fare carriera, ma deve ancora imparare che solo con il duro lavoro e la perseveranza, forse, arriverà dove sono arrivato io. Stafano, invece, era così all’inizio, poi con tempo è migliorato, e mi somiglia sempre di più. Anche perché con un figlio non si dorme molto e lui sta imparando a seguire più il suo istinto, le sue sensazioni, che non la cognizione e il pensiero puri. Il lavoro del poliziotto è un misto tra strategia e sensazione e di solito funziona così: i giovani mettono la strategia, i vecchi le sensazioni… e qualche bicchiere di bianco [Rubatto si scola un altro bicchiere di bianco e tenta di spegnere la sigaretta lanciandola dalla finestra].

Quali letture, modelli e fonti di ispirazione l’hanno aiutata nel suo mestiere?

Io leggo solo in vacanza, ma leggo di tutto. Il problema è che poi mi dimentico il titolo e l’autore. La trama, invece, mi resta fermamente in testa. Pensi che una volta mi sono portato in ferie lo stesso libro nell’anno precedente!

Progetti per il futuro?

Ispettore sono e ispettore rimarrò fino alla pensione. Sto bene così, perché devo cambiare? E poi fino a quando Stafano e Aceto lavorano per me…

E dove andrà in vacanza?

Dove vado tutte le estati: a Pietra Ligure. Abbiamo una piccola casetta costruita negli anni, che ci piace molto. Lì c’è anche una persona a cui voglio molto bene, mio nipote Gennaro. È un caro ragazzo.

Immagino che finalmente potrà staccare la spina e godersi il meritato relax, almeno per qualche giorno…

Speriamo.

Anche in Perdono tutti e a tutti chiedo perdono, il racconto che compare in Una calda estate gialla, lei si conferma l’uomo giusto al momento giusto, i misteri e i delitti sembrano quasi pedinarla: dannazione, missione, destino o c’è dell’altro?

Credo molto nel fato e nel destino. Certo l’ambizione e la voglia di arrivare hanno un loro ruolo principale nella vita di ogni individuo, ma io credo che la parte del leone, all’interno di una vita di ognuno, siano il C…O e la FORTUNA. Un concetto molto semplice quanto curvilineo.

La classica domanda finale: perché dovremmo leggere i libri di cui è protagonista?

Perché chi non li legge è solo uno smargiasso e si nega qualche piacevole ora di tranquillità.

Ispettore, grazie ancora per essere stato con noi. Vuole che le chiami… un taxi?

[Rubatto ride di gusto, si accende una sigaretta e si finisce tutto il vino bianco in pochi secondi]

 

Personaggio interessante, eh?
Correte a conoscerlo in libreria! 😉

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4 thoughts on “A tu per tu con l’ispettore Rubatto!

  1. grazie a un famoso poeta contemporaneo e ancora in vita, Dario Berra:
    Dopo “ Il mare odia gli spigoli”, “ E. N. D.” e “ Monkey Gland”,
    ecco ripresentarsi Rubatto e la sua band,
    “Che idiota!”, non son io, ma un’altra sua avventura,
    del caro “pulotto” mio, cavalier senza paura.
    Stavolta son rovelli per l’impavido ispettore,
    sembra vada a brandelli pure il di lui amore;
    e mentre batte a tappeto Torino e i suoi misteri
    insieme al fido Aceto son tristi i suoi pensieri.
    Con l’infallibil fiuto lui svelerà l’arcano,
    ma gli sarà d’aiuto o rimarrà nel guano?
    Ritornerà a baciarla, a stringerle la mano?
    Potrà ancora toccarla o sarà tutto vano?
    Leggetelo d’un fiato senza fermarvi affatto.
    Mi ha proprio appassionato “ I dubbi di Rubatto”.

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