Tu non hai fame? “Dai un morso a chi vuoi tu”… in cioccolateria!

La mia ricetta perfetta?

No, per una volta non ho intenzione di parlare di abbuffate e pranzi dalla nonna, o almeno non ancora e non solo…

Il mio piatto ideale ha tre ingredienti: amore, cibo e scrittura.

Le dosi e le modalità di preparazione? Proprio non saprei, è un segreto culinario ed esistenziale non scritto, fatto di sorrisi e colori che esplodono all’improvviso, di momenti rubati al fiume del tempo e alla folla, sapori a cui di colpo non puoi più rinunciare, frutti e aromi che creano una dolce e pepata dipendenza e idee che ti tengono sveglia la notte e che al mattino ti rendono iperattiva e iperentusiasta – e tu ti senti benissimo, sono gli altri a subire le conseguenze della tua esaltazione. Il tutto condito da sani colpi di testa, succulenti tuffi nell’ignoto, esperimenti ai fornelli e tonnellate di appunti a piacere. E la presentazione? Al bando i canoni e le norme, largo alla spontaneità, alla fantasia, all’imprevisto, alla follia artistica e sentimentale.

Cover_Morso_Coppola

Con Dai un morso a chi vuoi tu. Storie d’amore per appetiti formidabili, l’antologia edita da Booksalad che raccoglie nove racconti e nove ricette di altrettante autrici (Monica Coppola, Carlotta Borasio, Desy Icardi, Linda Scaffidi, Francesca Mogavero, Sarah Iles, Arianna Berna, Miriam Ghezzi, Valeria Angela Conti), ho potuto giocare, banchettare e confrontarmi con i miei tre elementi del cuore… per dare vita a una storia.

Già, perché in questo progetto ci sono anch’io.

Badate, non è un momento autocelebrativo, chi mi conosce sa che su alcuni argomenti sono piuttosto schiva e il mio consueto delirio di onnipotenza cade in letargo… E poi io amo le cose elevate al quadrato: l’art pour l’art, la penna per la penna, l’amore per l’amore, per il puro gesto e la necessità di creare, di muovere mani e meningi sulla carta e sulla tastiera, di amare, senza piani, senza limiti né tornaconti, a volte senza ragione e senza speranza.

Dicevo, niente sfoggio, ma pura gratitudine.

Grazie a chi ha reso questo progetto possibile, a chi ha patito le mie letture e gli sragionamenti a voce alta, a chi mi ha vista imbambolata (e non ha chiamato la sicurezza) davanti allo scaffale delle spezie e al reparto surgelati, a chi ha letto le mie deliranti trenta pagine e ha riso in modo così carino, facendo crescere la mia fame di scrittura e di allegria. E grazie a quelli che, magari, chissà, sfoglieranno il nostro libro.

Con un indice concepito come un menù, Dai un morso a chi vuoi tu è un’antologia che accontenta tutti i palati: si parte dalla pizza e il love training e si conclude con il cioccolato e il prezioso incanto di dirsi “a domani”, passando da una portata all’altra, tra teneri carboidrati fragranti di ricordi, piccanti segreti di famiglia, scelte “di pancia”, gustose ricerche e baci al pomodoro, canederli e disastri telefonici, leggende dolciarie per scoprire se l’amore è vero e cotto a puntino.

 

… E a proposito di cioccolato: martedì 7 giugno alle ore 18.15 ci troverete alla Cioccolateria Il nostro cioccolato a Torino, in via Palazzo di Città 24: tante letture, curiosità… e un caffè e un cioccolatino a tutti i partecipanti!

Che ne dite, vi ho stuzzicato l’appetito? 😉

 

Il comunicato stampa dell’evento QUI

 

P.S. Vi lascio un assaggio del mio racconto, Pane amore e porchetta!

Sballo Occhi Blu… Alias Fabio Chiaberge, trentadue anni, responsabile marketing di una catena di negozi di scarpe e borse, appassionato di barche e, a quanto pare, dello street food.

Ormai mangia qui una volta alla settimana da un mesetto, e il suo pranzo del mercoledì ha il profumo di un appuntamento. Il che significa che ogni mercoledì, a partire dalle 11.45, vado in fibrillazione: la testa scatta da una parte all’altra al minimo fruscio, strizzo gli occhi tra i fumi della carne alla ricerca del suo fisico prestante, dei muscoli che minacciano di esplodere sotto la camicia e la giacca attillata, sono sorda a tutte le altre voci e…

«Amelia, fa lo stesso non significa che mi vada bene anche un piatto di carbone» ecco, lui si fa sentire comunque. «Manca ancora parecchio a Natale e poi insomma, non sono così cattivo».

«Ma se Carla impallidisce appena ti vede! E vogliamo parlare della ragazza che hai insultato poco fa? Credo che ci stesse provando con te, tra l’altro…» Salvo gli spiedini dal rogo, riprendo Berny e attivo l’orecchio-radar per non perdermi l’arrivo di Fabio, sono decisamente multitasking.

«Problemi suoi».

«E il bambino che hai fatto piangere ieri?»

«Non ha rispettato la fila!»

«E questa scena entrerà nel tuo nuovo libro?» Indico il block-notes da cui non si separa mai e allungo il collo per decifrare qualcosa, ma una tavoletta in Aramaico sarebbe più chiara. «Il perfido Signore dei Salami rapisce tutti i figli di uno sfortunato villaggio e li obbliga a riempire salsicce per lui e la sua corte di cloni di Giova mannari?»

«Sarebbe un’idea… Ma questo libro è un po’ diverso» Berny guarda un attimo nel vuoto, poi segna un appunto.

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