Stuzzicanti carboidrati! “Dai un morso a chi vuoi tu” #1 – “Tutti pazzi per la pizza” di Monica Coppola

Cari serpentelli,

questa sera iniziamo un viaggio “cardio-gastronomico” che nelle prossime settimane ci porterà dagli stuzzichini ai dolci, una lunga escursione tra portate, stili e sensazioni, attraverso parole soffici e croccanti, amori che bruciano in fretta o che lievitano con calma, ricordi profumati, momenti ben conditi e prospettive future invitanti e imprevedibili come un soufflé o la maionese fatta in casa.

Insomma, ho deciso di dedicare delle interviste mordi e fuggi (per stimolare la vostra fame di letture) a tutte le voci, le penne e le persone che hanno dato vita all’antologia edita da Booksalad Dai un morso a chi vuoi tu. Storie d’amore per appetiti formidabili, che, come ho scritto nel mio ultimo post, contiene anche un mio racconto.

Il nostro libro raccoglie nove racconti e altrettante ricette, e il risultato è un menù completo, dalla pizza al cioccolato, che speriamo vi regali emozioni, lacrime (ma solo per le risate!) e calore… più qualche dolce e irrinunciabile caloria, se sfoglierete le pagine in compagnia del vostro piatto preferito.

monicaIniziamo quindi dagli “Stuzzichini”, ovvero da Tutti pazzi per la pizza di Monica Coppola. Monica vive a Torino, dove si è laureata in Lettere Moderne, è scrittrice e blogger e si occupa di marketing e formazione. Per Booksalad ha già pubblicato il suo primo romanzo Viola, vertigini e vaniglia, semifinalista al concorso “Il mio esordio” indetto da Feltrinelli e Scuola Holden, e per Arpeggio Libero ha ideato e partecipato alla raccolta 4 petali rossi: frammenti di storie spezzate.
La trovate su www.primediecipagine.it e violavertiginievaniglia.blogspot.it, il blog in cui racconta le sue avventure di scrittrice.

Last but not least, Monica è la curatrice di Dai un morso a chi vuoi tu… e qui inizia la nostra intervista!

 

  • A proposito, come è nata l’idea di una raccolta di racconti sui temi del cibo e dell’amore?
    Tutto ha preso il via da una cena disastrosa. Che mi ha procurato una notte insonne ma decisamente creativa. Così mi sono ritrovata a scrivere le tribolazioni del povero Andrea, imbranato ai fornelli e con le donne: le sue potenziali conquiste infatti scappano al primo morso di… pizza surgelata! Con cui demolisce le papille gustative delle sue dame e ogni aura romantica. Da qui è germogliata l’idea di un progetto da proporre al mio editore: perché non creare una raccolta dolce e stuzzicante, tutta al femminile, su cibo e amore?
    Avevo voglia di curiosare nelle pentole delle altre: ho pensato che sarebbe stato stimolante mescolare stili, ricette e autrici differenti. Seguire l’ispirazione per la creazione di una raccolta di racconti che appunto alimentasse l’amore, un ricordo, un sogno, o magari anche una delusione.
    Ero impaziente di proporre tutto a Livio Sassolini, direttore editoriale Booksalad e all’alba, prima che la caffettiera gorgogliasse tre volte, l’avevo già buttato giù dal letto a squilli di cellulare. Lui è stato subito ingolosito dalla proposta. Forse perché era troppo assonnato per obiettare. Ma tant’è che la settimana dopo stavamo già scegliendo le autrici ed eravamo pronti a trovare gli ingredienti, ops, le penne, per iniziare ad amalgamare il tutto. 
  • Tutti pazzi per la pizza racconta di uno speciale love training: esiste un rapporto tra cibo e seduzione? Il detto “prendere per la gola” ha un fondo di verità?
    Quando si è innamorati si dice spesso “sento le farfalle nello stomaco”. Credo che stomaco e cuore viaggino sullo stesso tandem. Nel mio racconto la migliore amica di Andrea, Bea, inorridisce quando scopre che lui ha servito pizza surgelata ad una cena romantica. Perché “Il cuore pulsa se le papille gustative frizzano. Con una pizza surgelata ibernavi entrambi e li spedivi posta celere all’obitorio dei sentimenti”. 
  • Quale ricetta hai scelto e perché?
    Ho scelto la pizza perché per me è il cibo della convivialità, dell’amicizia. Impastare la pizza mette allegria. Dividerla con gli amici la moltiplica. La pizza è un piatto invitante, stuzzicante, appagante.  Che di solito mette tutti d’accordo. Fosse per me la mangerei tutti i giorni. Ecco, secondo me la ricetta ideale per una storia d’amore è la pizza. Perché la crei con ingredienti semplici, se desideri puoi reinventarla ma, in ogni caso, non ti stanca mai… Cristiano Cavina, nella citazione che introduce il mio racconto, scrive “Fare le pizze è come amate qualcuno. Quando si inizia a faticare vuol dire che c’è qualcosa che non va”.

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Grazie alla nostra Monica Coppola!

Prima di salutarci, vi regaliamo un assaggio di Tutti pazzi per la pizza… Buon appetito! 😉

 

«Non abbatterti ragazzo. Devi solo fare esercizio. Se scegli gli ingredienti sbagliati il tuo piatto verrà una schifezza. Se scegli quelli giusti ma non rispetti le indicazioni di cottura brucerai tutto» spiegò paziente ad Andrea che continuava a fissarlo titubante.
«Non puoi comportarti con tutte le donne allo stesso modo. Ognuna è diversa. Devi imparare a scegliere argomenti e ingredienti giusti. E il gioco è fatto».
«Se lo dici tu…» rispose Andrea per nulla convinto.
«Vieni, ti mostro una cosa.». Raggiunsero l’area del locale destinata al mercatino delle primizie e Danny indicò delle ragazze affaccendate nella scelta dei mandarini tardivi di Ciaculli.
«Iniziamo da loro. Osservale attentamente».
Una mora, in equilibrio su delle zeppe scarlatte, sceglieva i frutti veloce, uno dopo l’altro, senza nessuna esitazione. Una biondina, riccioli miele e testa fra le nuvole, sollevava gli agrumi senza nemmeno guardarli, e li riponeva a caso nel sacchetto. La terza, giubbotto biker, capelli ed unghie blu, ispezionava scrupolosamente ogni singola buccia.
Tre donne, lo stesso frutto, tre atteggiamenti differenti.
Andrea sorrise come se finalmente le porte dell’Universo Femminile si fossero leggermente dischiuse, permettendogli di capirci qualcosa.
«E ora facciamo un test. Se dovessi conquistare la brunetta sui trampoli, cosa faresti?» Chiese Danny a bruciapelo.
«Solleverei la cassetta per farle prendere le clementine migliori?» Azzardò Andrea.
«Nemmeno per idea!» Danny lo colpì con un gambo di sedano. «Quello è il genere di donna che adora l’uomo rude, egoista. Con la biondina svagata, invece, il gesto galante potrebbe anche funzionare».
Andrea tentò di memorizzare: donne decise no cassetta, donne distratte sì cassetta.
Restava da chiarire la tattica per le donne dai capelli color puffo ma gli importava meno: non erano decisamente il suo tipo.

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