Milano si beve… come un romanzo! “La confraternita delle ossa” di Paolo Roversi (Marsilio)

Ora posso dirlo: sono entrata in una confraternita!

No, niente distintivi, né strane combinazioni di lettere greche, balletti o giuramenti: sto parlando della #confraternitaossa, il gruppo di 100 lettori scelti dall’autore Paolo Roversi, in accordo con l’editore Marsilio, per leggere in anteprima La confraternita delle ossa e escogitare insieme progetti, iniziative e strategie. Nei giorni scorsi, incontrandoci nell’omonimo gruppo segreto su Facebook, abbiamo pensato e ci siamo confrontati, lanciando proposte e affinandole, pubblicando foto e bozzetti, condividendo gli indirizzi dei nostri blog, opinioni e aneddoti.

Insomma, un esperimento letterario decisamente originale e stimolante, utile per avvicinare le diverse parti della filiera editoriale e far circolare idee, parole e storie.

Oggi è arrivato il momento della mia recensione, ma prima di partire ecco qui qualche informazione:

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La confraternita delle ossa
di Paolo Roversi

Editore: Marsilio (8 settembre 2016)
Lunghezza stampa: 345 pagine
Link Amazon: https://www.amazon.it/confraternita-delle-ossa-Paolo-Roversi-ebook/dp/B01JLW19IE/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1470291910&sr=1-1&tag=milan0b-21

Sinossi
Milano, 2002. Molti misteri s’intrecciano sotto la Madonnina. Tutto comincia quando un noto avvocato viene assassinato in pieno giorno nella centralissima piazza dei Mercanti: prima di morire, però, l’uomo traccia uno strano simbolo col proprio sangue… Da qui parte una complicata indagine che porterà Enrico Radeschi, giovane aspirante giornalista nonché hacker alle prime armi, a indagare, insieme allo scorbutico vicequestore Loris Sebastiani, su una misteriosa confraternita che trae ispirazione da san Carlo Borromeo e persegue un disegno spietato per ristabilire l’ordine morale in una società giudicata corrotta. A quello dell’avvocato seguiranno altri omicidi o presunti tali, come l’inquietante schianto di un aereo contro il grattacielo Pirelli. Nel frattempo, una conturbante femme fatale, soprannominata “la Mantide” dagli inquirenti, seduce e uccide giovani ragazzi nei giorni di festa, facendone poi sparire i corpi. Chi è la donna misteriosa? E chi la protegge? Qual è il disegno ultimo di questa confraternita millenaria? Cosa si nasconde nei sotterranei del Duomo di Milano e nella cripta di un’altra famosa chiesa milanese? Un thriller mozzafiato e incalzante, scritto con una prosa efficace e immediata.

L’autore
Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti.
Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi.
Il suo ultimo romanzo Solo il tempo di morire (Marsilio) ha vinto il Premio selezione Bancarella 2015 e il Premio Garfagnana in Giallo 2015.
È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera.

Per saperne di più: http://www.paoloroversi.me/confraternitaossa/

Curiosi? Via con la recensione!

 

Un viaggio nei miei sedici anni lungo quasi quattrocento pagine.

Rieccoci infatti al 2002, all’euroconvertitore, agli albori di Google, alle schede telefoniche e a modi differenti di comunicare, alle tragedie mondiali e personali che ci hanno fatto diventare grandi di colpo, mentre noi ce ne saremmo stati volentieri ancora un po’ in edicola o nel sottoscala a sfogliare manga, bere i primi cappuccini e parlare di ragazzi, sogni e fantasie.

Ecco, forse in quell’anno non stavo risolvendo un caso macabro e intricato, non mi spostavo su una Vespa gialla e malandata e non condividevo l’appartamento con un nerd e adorabile cucciolo di labrador, ma mi arrovellavo sulle versioni di latino e le leggi della fisica, ero indecisa tra lo stile alternativo e quello dark (optando per l’ibrido darkalt da me brevettato, che non invase mai le passerelle e le vetrine), aspettavo il tram 4 (come adesso) e spartivo il petto di pollo e il salame con una tartaruga cannibale e con la luna perennemente storta. Tuttavia. Sì, tuttavia anch’io, come Radeschi, stavo imparando a vivere la mia città, catapultata, nel mio caso, dalla periferia al triennio liceale nel cuore cittadino, tra centri sociali variopinti, scalcinati locali rock e i Murazzi.

Ed è proprio la città, Milano, nel caso del romanzo di Roversi, la grande eroina, la primadonna che cattura con i suoi Navigli romantici e assurdi, il Duomo che fa il solletico alle nuvole e gli scorci inaspettati. Enrico si districa tra colloqui e traffici più o meno innocenti per pagare l’affitto, ricette e nuovi amici, lezioni di informatica, indagini, rischi mortali e illuminazioni, ma getta sempre uno sguardo al capoluogo lombardo su cui ha scommesso, morde le sue strade, mastica il dialetto e i quartieri, accumulando esperienze e furbizie, lasciandosi conquistare e conquistando a propria volta.

La confraternita delle ossa racconta la prima indagine del nostro giornalista-hacker, già protagonista di altre quattro avventure pubblicate da Mursia, è il decimo libro di Paolo Roversi e festeggia altri due anniversari: la carriera decennale dello scrittore e le dieci candeline di Radeschi.

Un thriller che ha già ottenuto attenzione e riconoscimenti, ma che, soprattutto, aggiunge nuovi significati all’espressione “Milano da bere”: Milano è un nome da pronunciare due volte come una formula magica (gli Articolo 31 cantano appunto Milano Milano), perché sorprende e incanta, e non è soltanto la metropoli alla moda, rampante e a volte un po’ arrivista, ma un piatto di riso giallo di zafferano e sapido di ossobuco da mangiare con voluttà, una pinta non pastorizzata che schiuma e che richiede il suo tempo prima di essere sorseggiata, un cocktail che trascina e dà alla testa se lo tracanni d’un colpo… un intero menù dagli ingredienti delicati e miracolosi come un bacio alla menta o sanguigni e letali come l’appuntamento con una Mantide.

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