Misteri ai fornelli: “Scrivere è un mestiere pericoloso” di Alice Basso

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Sarà che nella mia famiglia il cibo è sacro e la rottura di un vetro del salotto, l’incendio di una pallina di gomma, l’ammaccatura di un tavolino di cristallo, di un lampadario e di un paio di mensole e scaffali – tutti i riferimenti sono assolutamente reali, le feste casalinghe e i gruppi di studio nei miei anni liceali sono stati alquanto… pittoreschi – vengono accolti con una risata e una pacca sulle spalle, ma lasciare un pezzo di pane è un’eresia da denunciare a Torquemada; che ogni giorno, a qualunque ora, ci fossero fuori dalla finestra i quattro Cavalieri dell’Apocalisse – che in quel caso sarebbero subito invitati a entrare, specialmente Carestia, “tanto sciupata” –  sono certa di trovare dai nonni qualcosa di buono da sgranocchiare; che per gli zii la salute, la felicità, il successo negli esami, il Premio Pulitzer e forse anche il Nobel per la pace sono legati all’appetenza a doppio filo; saranno queste e milioni di altre cose, ma trovo che chi si prenda cura dell’altro – sia un partner, un amico, un perfetto sconosciuto o un quattrozampe – mettendosi ai fornelli, imbastendo un pranzo luculliano, scaldando degli avanzi, infornando una pizza surgelata o riempiendo una ciotola, abbia un fascino e una bellezza straordinari.

Un piatto, caldo o freddo a seconda della stagione, accende nel petto un dolce camino, poi il tepore scende giù piano e nello stomaco si trasforma in uno scirocco su cui le famigerate farfalle possono lasciarsi trasportare in una danza rossa, blu e lilla.

C’è una musica particolare nel tagliare, sminuzzare, masticare, piluccare e ricominciare all’unisono il rito della forchetta e del coltello – purché chi ci sta davanti non abbia l’eleganza di un facocero. E cosa dire della soave lentezza con cui l’acqua bolle, l’impasto lievita, l’impanatura dora, mentre le dita sfiorano farina e altre mani, gocce di cioccolato e fianchi?

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Segnalazione: “Un secondo, primo Natale” di Silvia Devitofrancesco

Mi chiamano in molti modi… No, tranquilli, serpentelli, una potenza infernale non si è impossessata del mio blog (sebbene lo abbia abbandonato per parecchi giorni senza le dovute precauzioni, pentacoli tracciati col sale e acchiappasogni appesi alle finestre).

Dicevamo. Mi chiamano in molti modi… nel periodo natalizio: Grinch, Christmas-nazi, corvaccio del Natale, Non-avrai-ancora-fame-dopo-il-tris-di-pesce-finto-ecc.-ecc., Sabotatrice/Fanatica delle Feste… Insomma, il mio rapporto con il 25 dicembre è conflittuale e passo da uno stato d’animo (“Nevica e credo agli unicorni!!”) all’altro (“Mezzanotte è passata da quaranta secondi. Buonanotte e tanti auguri, ci vediamo il 7 gennaio di un anno imprecisato.”) con la stessa velocità con cui mia nonna ci serve, o per meglio dire, lancia gli antipasti durante il cenone.

Come ho già avuto modo di dire, le Feste sono un momento di bilanci e bilance e non sempre si ha la forza di guardare quella sequenza di numerini fastidiosi e ghignanti.

Di certo, dopo anni trascorsi ad aspettare un pony, un Siberian husky, una casetta in campagna e il guardaroba di Carrie Bradshaw sotto l’albero, ora si desidererebbe scartare soltanto un po’ di stabilità e una manciata di sicurezze, la rassicurazione che certe cose – le più belle – non cambieranno. Mi rendo conto, però, che questa richiesta dev’essere piuttosto comune e che certi ingredienti sono più rari dello zafferano e della mandragola, per cui non me la sento di prendermela con Babbo Natale, Rudolph e le altre otto renne di cui non ricordo il nome.

Come mi chiameranno quest’anno? Non lo so ancora, ho un debole (e una calamita) per gli imprevisti, quindi potrei galoppare a dorso di unicorno verso la residenza invernale dei leprecauni, intonare canzoncine porta a porta per la gioia degli abitanti del mio quartiere o fare una scorpacciata di film splatter… ma sempre sorridendo e con una scorta di cibo casalingo, a cui non rinuncio mai.

In ogni caso, mancano 55 giorni a Natale, ma molti di meno all’uscita del nuovo romanzo di Silvia Devitofrancesco, Un secondo, primo Natale, una romantic comedy che profuma di cioccolata calda, di camini accesi, mele caramellate, bacche d’agrifoglio e amore.

Di seguito tutte le informazioni!

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Prosit! “Dai un morso a chi vuoi tu” #6 – Tra le righe: editore, editor e promozione!

Cari serpentelli,

rieccomi nel mio rifugio di pixel dopo un’altra lunga assenza. Tutto mi sembra al proprio posto, gli articoli, le categorie, le immagini sono lì dove li avevo lasciati, e il fiume di informazioni, dei bei post e dei tag divertenti che ritrovo negli altri blog per fortuna continua a scorrere e mi regala spunti e sorrisi… Ma quanto mi è mancato essere un flutto – piccolo e incostante – tra le onde!

Cerchiamo di rimediare, di riprendere familiarità con i tasti, e concludiamo il nostro saporito viaggio nell’antologia Dai un morso a chi vuoi tu. Storie d’amore per appetiti formidabili edita da Booksalad.

Se per fare un albero ci vuole un fiore (e per fare la pasta al forno migliore del mondo ci vuole la mia nonna), per creare un libro non bastano le idee, le trame, i paragrafi, le pagine scritte, ma è necessario un esercito, o meglio, un’intera cucina: una batteria di pentole inossidabili, di piani di lavoro che sostengano parole come macigni e paté d’animo, di strumenti preziosi e lucenti che non temano di mescolare e amalgamare anche quando la zuppa sobbolle a temperature altissime, di sommelier e maître che testino, degustino e accompagnino con cura ed esperienza.

Noi nove autrici siamo state fortunate: una squadra eccellente ci ha assistito in ogni fase della ricetta letteraria, dagli ingredienti al procedimento e alla presentazione, trovando la cottura più adatta a ogni nostro piatto. Per questo l’ultima puntata è dedicata a loro, a Booksalad, a Editor Romanzi e a Bennici & Sirianni.

Grazie quindi a Livio Sassolini, il nostro editore, che Monica Coppola ha buttato giù dal letto “all’alba prima che la caffettiera gorgogliasse tre volte” a squilli di cellulare per proporgli l’idea di questa raccolta… Idea che lui ha deciso di realizzare, scommettendo su un progetto coraggioso in un periodo non certo semplice per il mondo editoriale.

E grazie mille alla nostra editor Stefania Crepaldi e alle agenti (nonché ufficio stampa) Michela Bennici e Lidia Sirianni per la competenza, la professionalità, la passione e l’infinita pazienza… Continua a leggere

Et pralina fuit! “Dai un morso a chi vuoi tu” #5 – “Cioccolatini” di Valeria Angela Conti

Cari serpentelli,

dopo le portate salate, eccoci al dessert! L’antologia Dai un morso a chi vuoi tu. Storie d’amore per appetiti formidabili di Booksalad propone infatti un “Trionfo di dolci”, una rassegna di zuccheri, frutta candita e soffici impasti che concludono in bellezza e tenerezza il nostro menù letterario, tre racconti che parlano di strudel alla mela e cannella, torte incantate e praline che si sciolgono in bocca e fanno rinascere e sognare… Stasera ci concentreremo proprio su queste ultime, ma procediamo con calma.

Lo dico da esperta, per il dolce c’è sempre spazio. Qualcuno ha addirittura ipotizzato l’esistenza – cosa per me scientificamente e personalmente provata – dello “stomaco del dessert”, un organo secondario e invisibile che supporta lo stomaco principale quando è già zeppo, ma sul carrello dei dolci, sulla tavola della nonna o tra le belle mani del Tom Hiddleston dei nostri sogni compaiono muraglie di Macarons dalle cinquanta e più sfumature (beccati questa, Mr. Grey!), una teglia di tiramisù formato piscina o un’elegante scatola rossa dal cremoso contenuto… E rifiutare non sta bene, non è educato, proprio non si fa!

Il cioccolato, poi, ha una lunga serie di poteri taumaturgici e di caratteristiche che sfidano qualsiasi legge fisica e morale: dona energia, risolleva l’umore, è un potente idratante e drenante, allevia i crampi, protegge dalle malattie cardiovascolari (fa bene ai cuori, insomma, sia a quello affaticato sia a quello con una ferita che non puoi vedere), è sempre presente nei momenti del bisogno (anche se pensavi di aver finito la scorta che tenevi nascosta nel doppio fondo della dispensa), non passa mai di moda e s’intona con tutto, è prêt-à-porter, puoi gustarlo camminando, chiacchierando, rincorrendo il cane al parco, compilando una raccomandata, fingendo di ascoltare il capo… e chi pensa più alle calorie?

Il cioccolato è un camaleonte, un artista che gioca, osa e sperimenta, accompagnandosi alle mandorle, alle bacche di goji, al peperoncino, ma anche all’arrosto e agli olii per massaggi… è come un libro avvincente: un morso tira l’altro e, giunti alla fine, ne si vorrebbe ancora e ancora.

ValeriaEd è proprio il nostro intenso amico il protagonista del racconto Cioccolatini di Valeria Angela Conti. Valeria, nata a Reggio Calabria, ha esercitato la professione forense prima di dedicarsi a tempo pieno alle sue passioni e al ruolo di mamma e scrittrice. Ha già pubblicato cinque romanzi, tra i quali, per Booksalad, Una crociera sui tacchi, Stregata dall’amore e Una mamma sui tacchi.

 

 

Partiamo con l’intervista!

Pomodori rossi ripieni e fritti! “Dai un morso a chi vuoi tu” #4 – “La ricetta di Nora” di Sarah Iles

Nuova settimana, nuova ricetta: questa sera il menù propone un saporito “Contorno”, La ricetta di Nora di Sarah Iles, il sesto racconto dell’antologia Dai un morso a chi vuoi tu. Storie d’amore per appetiti formidabili di Booksalad.

Lo dice anche il nome: il “contorno” fa appunto da contorno al sostanzioso secondo, è una cornice multivitaminica e multicolor talvolta concepita come mera decorazione naturalistica da accantonare con la forchetta in quella terra di nessuno tra il bordo dorato del piatto e la tovaglia a quadri rossi e bianchi.

Tuttavia, specialmente negli ambienti mediterranei più profondi, il contorno ha le medesime opportunità, dignità e possibilità espressive di una fettina impanata e di un trancio di spada alla ghiotta. In un paese dove vale “La Legge della Prima Offerta” – nella mia famiglia, se rifiutate una caramella o un cioccolatino avrete l’occasione di passare dal fuori pasto mignon alla T-bone in due passaggi netti (“Vuoi una mentina?” “No, grazie.” “Vuoi una brioche ripiena di granita?” “No, grazie, sul serio, sto a posto!” “Vuoi una bistecca?”… Ve l’avevo detto di accettare la prima offerta!) – la melanzana incontra la farina, l’uovo sbattuto, il pangrattato e il formaggio in una felice e caliente ammucchiata, il cardo diventa frittella, la “cocozza” a rondelle o a cubetti scalda stomaco e cuore e ribolle nella pentola alta alta… e il pomodoro che arrossisce sotto il sole come un’adolescente al primo amore è incoronato da una corona di olio extravergine.

Ed è proprio il pomodoro – conservato in barattolo, pelato, cotto e versato sugli spaghetti, tramutato addirittura in marmellata – il protagonista (e il Galeotto!) della storia di Sarah.

Sarah-Iles-200x200Sarah Iles vive in Sicilia, legge, scrive, dipinge ed è giudice in contest letterari; ha curato la sceneggiatura della pellicola indipendente Libera me, vincitrice del “Los Angeles CineFest”, e pubblicato racconti e il romanzo young adult In punta di piedi (David e Matthaus).

Per contattarla:
www.facebook.com/sarah.iles.1044
www.facebook.com/inpuntadipiediofficial
www.sarahilescrittrice.tumblr.com

E adesso via con le domande!

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Risate in cucina! “Dai un morso a chi vuoi tu” #3 – “Sfida ai fornelli” di Desy Icardi

Cari serpentelli,

rieccomi qui per un nuovo post gastronomico-letterario… Questa sera è il turno dell’ironico “Antipasto”, il racconto Sfida ai fornelli di Desy Icardi inserito nell’antologia Dai un morso a chi vuoi tu. Storie d’amore per appetiti formidabili di Booksalad.

Gli antipasti mi fanno decisamente perdere la testa: freddi, caldi, finger food o da sezionare con posate che sembrano uscite da Ai confini della realtà; con una cascata di fonduta, impanati, imburrati, su un letto di spinacino e ravanelli; di mare, di orto, campagna, montagna, pianura, sottosuolo, galassia o universo parallelo… Insomma, davanti al buffet le mie pupille si dilatano, il piattino sembra troppo piccolo e non so proprio da dove cominciare, mentre la pancia si fa superattico (altro che capanna!), impaziente di provare 50 sfumature di consistenze soffici e croccanti, fresche o peccaminosamente unte.

Gli antipasti sono infiniti, colorati e imprevedibili, come le emozioni di un viaggio tra le pagine di un libro… e della storia che sto per presentarvi.

10649481_10208376886965493_8222979363508209413_nDesy Icardi è nata e vive a Torino; laureata al DAMS, lavora come formatrice aziendale e copywriter, è cabarettista, autrice di testi teatrali e codirettrice della scuola di scrittura e comunicazione “Facciamo la Lingua”. Il suo blog Patataridens promuove e diffonde la comicità al femminile in tutte le sue forme.

Con Golem Edizioni ha pubblicato Tacchi e taccheggi e Dove scappi? Romanzo eroticomico in 50 nodi.

Il suo sito: http://www.desyicardi.it

E adesso partiamo con l’intervista!

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Le emozioni lievitano! “Dai un morso a chi vuoi tu” #2 – “Un ricordo buono come il pane” di Carlotta Borasio

Buonasera serpentelli,

anche questa settimana voglio farvi venire l’acquolina con un altro “Stuzzichino” letterario tratto dall’antologia Dai un morso a chi vuoi tu. Storie d’amore per appetiti formidabili edita da Booksalad.

Oggi il mio appetito fa un po’ di capricci – cosa? Dite che è un evento epocale da segnare sul calendario, tipo un allineamento planetario che capita una volta ogni 65 milioni di altri e dispone Marte, Venere, Plutone e compagnia bella in modo da formare un vaso di gerani o un pescatore unendo i puntini luminosi? – ma non si può non sentire un solletichino alle guance e un caldo profumo di casa nelle narici leggendo il secondo racconto della nostra raccolta.

Sto parlando di Un ricordo buono come il pane di Carlotta Borasio.

CarlottaCarlotta, nata a Torino nel 1986, collabora con la casa editrice indipendente Las Vegas edizioni, è editor, si occupa dell’ufficio stampa, gestisce il sito, impagina e prepara il caffè (nonché le famose mozzarelle in carrozza, che prima o poi ci farai assaggiare… vero?!). Ama i libri, le serie TV e le liquirizie salate e alcuni suoi racconti sono inseriti in antologie pubblicate da Historica, Il Foglio, Ensemble e Eataly.

La trovate su Facebook (www.facebook.com/carlotta.borasio), Twitter (twitter.com/camphorina) e Instagram (www.instagram.com/camphorina).

Pronti? Via con l’intervista! Continua a leggere