4° tappa del Blogtour “Missione a Manhattan” di Chiara Santoianni (Edizioni Cento Autori)

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Ben ritrovati cari serpentelli,
e ben ritrovata anche a me, dopo un altro periodo di latitanza… No, niente gita nel Paese dei Dolciumi (a parte qualche incursione, ma proprio qualcuna, si contano sulle dita di una mano, in pasticceria, panetteria, torteria, frigo e dispensa) né bagordi sull’isola di Tortuga con un barile di rum, ma solo tanto tanto lavoro…
E nemmeno l’entusiasmo è partito per un lungo viaggio verso l’infinito e oltre, perciò tiriamo il fiato, concediamoci una lettura piacevolmente rilassante e ospitiamo la quarta tappa del Blogtour dedicato a Missione e Manhattan di Chiara Santoianni (Edizioni Cento Autori)!

IL BT è articolato in due fasi e coinvolge dodici blog:

Ragazza in rosso
Toglietemi tutto, ma non i miei libri
Shut up, I’m reading
I love wropping
Libraia in soffitta

L’angolino di Ale
Emozioni di una musa
Il salotto del gatto libraio

Libri di cristallo
Libro fatato
Desperate Bookswife

Fantasticando sui libri

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Quando “Cosmo” trama affinché i tuoi sogni si realizzino: “Il diario di Lara” di Chiara Santoianni (ARPANet Edizioni)

Il diario di Lara

Tra le mille canzoni che mi ronzano nella testa alla fermata del pullman, mentre mi asciugo i capelli, nei 45 secondi di tempo e spazio condivisi in ascensore, quando ordino l’ennesimo macchiato caldo e varie ed eventuali, ce n’è una che mi torna spesso in mente, forse perché il video musicale mi ha un po’ traumatizzata. Una ragazza bionda dall’aria simpatica gira per una metropoli imprecisata portandosi dietro il proprio cuore… letteralmente! Il muscolo cardiaco in questione, infatti, non le batte nel petto a un ritmo più o meno regolare, ma se sta fuori, tra le sue mani e l’asfalto – niente splatter, tranquilli, è soltanto una metafora per sottolineare quanto la tenera fanciulla sia fiduciosa nel prossimo e nell’amore, tanto da esporre sentimenti e bei sogni al freddo, al gelo, alla notte, alle luci artificiali e impietose, che tendono a sottolineare e farsi beffe di ogni difetto.

Il cuore è gigante, la biondina quasi lo trascina, ma a mano a mano si rimpicciolisce, forse quell’umidità e le insegne al neon lo hanno infeltrito, o, più probabilmente, l’indifferenza, un viso che si gira dall’altra parte e un passo che si allontana lo hanno fatto raccogliere in se stesso, sempre di più… fino all’implosione e al conseguente buco nero? No, perché dietro a un angolo qualsiasi, in un giorno qualunque, può capitare di incontrare qualcuno che su quel cuore si interroghi, lo veda e si domandi perché.

Temperatura che si alza, boccheggiamento, gioco di sguardi e via, mentre la musica interrompe per un attimo il suo tunz tunz (è un pezzo zarro, lo confesso), scatta l’invito per un caffè.

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La vita È un film. Segnalazione de “L’anno perfetto” di Raquel Villaamil (Libro Aperto International Publishing)

Checché se ne dica in giro, a volte la vita somiglia davvero a un film, e ciascuna di noi ha la propria trama, della quale è regista, produttore – spesso con scarsi fondi –, sceneggiatore – spesso con le idee un po’ confuse – e interprete.

Di recente la mia esistenza somiglia a un discutibile lungometraggio con Sylvester Stallone – e anche l’espressione, intirizzita dal gelo e dal pullman affollato, è più o meno la stessa: cappello di lana calcato sulla testa, espressione truce e disincantata di chi aspetta il sopramenzionato mezzo pubblico da mezz’ora, corse contro il tempo, salvataggi (di file) per il rotto della cuffia, qualche colpo sul naso e linguaggio colorito… Però che avventura e che adrenalina (dite che soffro di esaltazione facile?)!

Per qualcun altro la pellicola è di un genere diverso, come nel caso di Miriam: dopo fraintendimenti e cadute… organiche, tutto ora sembra andare per il meglio: una storia d’amore esaltante come la serie preferita, un fidanzato sex symbol, una carriera che si preannuncia un viale del tramonto all’incontrario, in salita e sempre più sfavillante… Ma cosa succede quando il plot devia all’improvviso, e il thriller e il paranormale sembrano metterci lo zampino artigliato e minacciano di ritinteggiare il roseo fondale?

Ancora due giorni per poter leggere il seguito di Manhattan Beach, il chick di Raquel Villaamil che ho adorato (trovate la mia recensione qui).

In attesa del 3 dicembre, vi lascio qui di seguito qualche dettaglio e vi auguro buona visione… ops, lettura! 😉

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«Quando esattamente la mia vita si era trasformata nel copione
di un film horror?»

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Cocktail di cuori… e poker di pulizia! Il nuovo romanzo di Chiara Santoianni (edizioniCentoAutori)

cocktail-di-cuori-350x534È possibile che abbia omesso di dirlo – per quel briciolo di reticenza che mi è rimasto, pura dimenticanza o perché quanto sto per dichiarare era già intuibile dai tempi delle pitture rupestri – ma io sono una frana nelle faccende domestiche. Eccezion fatta per cucinare e fare la spesa (azione che spesso si traduce in “fare spese”, ergo shopping allo stato brado e non a rischio di estinzione), le restanti incombenze sono uno scoglio contro il quale io, sirenetta ben poco aggraziata ed esperta (altra confessione: vado a fondo anche nel box doccia), cozzo senza rimedio, infliggendo tormenti a me stessa e agli altri.

E quindi accumulo. Accumulo panni da stirare in una pila più alta dell’Empire State Building, su cui King Kong si arrampicherebbe volentieri; accumulo piatti da lavare in equilibrio precario; accumulo pezzetti di carta, ciapapuer e gingilli che non incrocerò mai più in questa esistenza e nelle prossime sette.

Accumulo, sì. Poi penso alla Strega dei Rifiuti di Labyrinth, mi inquieto, tiro su le maniche della tuta di ciniglia e… scatta la fase del riordino estremo! Lo scimmione e la biondina vengono caldamente invitati a scendere dalla catasta di camicie e canottierine della salute, le stoviglie si allineano in tutta fretta nel lavandino in un’incrostata versione 3D di Tetris e lo scontrino di una memorabile gita al supermarket sotto casa del 1996, la Bic scarica e la brochure di quel festival estivo di musica folk (a cui non ho nemmeno partecipato) comprendono di essere fuorimodafuoripostoinsommasemprefuoridai e che è ora di sapere cosa c’è dall’altra parte… del cestino dell’indifferenziata.

“Perché, se non si fa spazio, nulla di nuovo può entrare”. È questo il mantra di Cocktail di cuori di Chiara Santoianni, pubblicato da edizioniCentoAutori nella nuova collana “A cuor leggero” dedicata alla chick lit.

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L’architettura dell’amore: Manhattan Beach di Raquel Villaamil

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Se “per fare un tavolo ci vuole il legno” e, tutto sommato, “per fare tutto ci vuole un fiore”, quali sono gli ingredienti per dare una svolta alla propria vita e sfondare nel mondo dell’architettura?

Miriam, la protagonista del romanzo Manhattan Beach (Libro Aperto International Publishing), ha la risposta, anzi, ne ha sedici e, armata di un quadernetto fitto di obiettivi da spuntare (sedici appunto, uno per ogni capitolo), capigliatura alla Gisele Bündchen, accento spagnolo e una cucchiaiata generosa di testardaggine amalgamata con un talento innato per gli inciampi linguistici (e non solo!), si trasferisce a Los Angeles per frequentare un Master esclusivo e altrettanto competitivo.

Nessuna deviazione contemplata, nessun cambio di rotta o giro panoramico, a meno che non sia già indicato sulla lista dei propositi.

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Amabili trenta. Trent’anni… e li dimostro di Amabile Giusti

Pensavo che dell’autunno inoltrato mi piacessero soltanto i colori e i cachi.

Adesso devo ricredermi.

Oddio, i rossi preraffaelliti, le tonalità bronzee delle foglie e le Mele d’Oriente avranno un posto speciale nel mio cuore forever and ever, ma anche un pomeriggio grigio, mentre il maritino fa le pulizie e la gatta affoga i dispiaceri nel cibo (Tu e il tuo panno elettrostatico! Ci avevo messo così tanto a riempire i cuscini di peli!), può avere i suoi risvolti positivi, specialmente se hai tra le mani un libro come quello di cui sto per parlare.

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