Misteri ai fornelli: “Scrivere è un mestiere pericoloso” di Alice Basso

scrivere-e-un-mestiere-pericoloso

Sarà che nella mia famiglia il cibo è sacro e la rottura di un vetro del salotto, l’incendio di una pallina di gomma, l’ammaccatura di un tavolino di cristallo, di un lampadario e di un paio di mensole e scaffali – tutti i riferimenti sono assolutamente reali, le feste casalinghe e i gruppi di studio nei miei anni liceali sono stati alquanto… pittoreschi – vengono accolti con una risata e una pacca sulle spalle, ma lasciare un pezzo di pane è un’eresia da denunciare a Torquemada; che ogni giorno, a qualunque ora, ci fossero fuori dalla finestra i quattro Cavalieri dell’Apocalisse – che in quel caso sarebbero subito invitati a entrare, specialmente Carestia, “tanto sciupata” –  sono certa di trovare dai nonni qualcosa di buono da sgranocchiare; che per gli zii la salute, la felicità, il successo negli esami, il Premio Pulitzer e forse anche il Nobel per la pace sono legati all’appetenza a doppio filo; saranno queste e milioni di altre cose, ma trovo che chi si prenda cura dell’altro – sia un partner, un amico, un perfetto sconosciuto o un quattrozampe – mettendosi ai fornelli, imbastendo un pranzo luculliano, scaldando degli avanzi, infornando una pizza surgelata o riempiendo una ciotola, abbia un fascino e una bellezza straordinari.

Un piatto, caldo o freddo a seconda della stagione, accende nel petto un dolce camino, poi il tepore scende giù piano e nello stomaco si trasforma in uno scirocco su cui le famigerate farfalle possono lasciarsi trasportare in una danza rossa, blu e lilla.

C’è una musica particolare nel tagliare, sminuzzare, masticare, piluccare e ricominciare all’unisono il rito della forchetta e del coltello – purché chi ci sta davanti non abbia l’eleganza di un facocero. E cosa dire della soave lentezza con cui l’acqua bolle, l’impasto lievita, l’impanatura dora, mentre le dita sfiorano farina e altre mani, gocce di cioccolato e fianchi?

Continua a leggere

Annunci

Prosit! “Dai un morso a chi vuoi tu” #6 – Tra le righe: editore, editor e promozione!

Cari serpentelli,

rieccomi nel mio rifugio di pixel dopo un’altra lunga assenza. Tutto mi sembra al proprio posto, gli articoli, le categorie, le immagini sono lì dove li avevo lasciati, e il fiume di informazioni, dei bei post e dei tag divertenti che ritrovo negli altri blog per fortuna continua a scorrere e mi regala spunti e sorrisi… Ma quanto mi è mancato essere un flutto – piccolo e incostante – tra le onde!

Cerchiamo di rimediare, di riprendere familiarità con i tasti, e concludiamo il nostro saporito viaggio nell’antologia Dai un morso a chi vuoi tu. Storie d’amore per appetiti formidabili edita da Booksalad.

Se per fare un albero ci vuole un fiore (e per fare la pasta al forno migliore del mondo ci vuole la mia nonna), per creare un libro non bastano le idee, le trame, i paragrafi, le pagine scritte, ma è necessario un esercito, o meglio, un’intera cucina: una batteria di pentole inossidabili, di piani di lavoro che sostengano parole come macigni e paté d’animo, di strumenti preziosi e lucenti che non temano di mescolare e amalgamare anche quando la zuppa sobbolle a temperature altissime, di sommelier e maître che testino, degustino e accompagnino con cura ed esperienza.

Noi nove autrici siamo state fortunate: una squadra eccellente ci ha assistito in ogni fase della ricetta letteraria, dagli ingredienti al procedimento e alla presentazione, trovando la cottura più adatta a ogni nostro piatto. Per questo l’ultima puntata è dedicata a loro, a Booksalad, a Editor Romanzi e a Bennici & Sirianni.

Grazie quindi a Livio Sassolini, il nostro editore, che Monica Coppola ha buttato giù dal letto “all’alba prima che la caffettiera gorgogliasse tre volte” a squilli di cellulare per proporgli l’idea di questa raccolta… Idea che lui ha deciso di realizzare, scommettendo su un progetto coraggioso in un periodo non certo semplice per il mondo editoriale.

E grazie mille alla nostra editor Stefania Crepaldi e alle agenti (nonché ufficio stampa) Michela Bennici e Lidia Sirianni per la competenza, la professionalità, la passione e l’infinita pazienza… Continua a leggere

Tu non hai fame? “Dai un morso a chi vuoi tu”… in cioccolateria!

La mia ricetta perfetta?

No, per una volta non ho intenzione di parlare di abbuffate e pranzi dalla nonna, o almeno non ancora e non solo…

Il mio piatto ideale ha tre ingredienti: amore, cibo e scrittura.

Le dosi e le modalità di preparazione? Proprio non saprei, è un segreto culinario ed esistenziale non scritto, fatto di sorrisi e colori che esplodono all’improvviso, di momenti rubati al fiume del tempo e alla folla, sapori a cui di colpo non puoi più rinunciare, frutti e aromi che creano una dolce e pepata dipendenza e idee che ti tengono sveglia la notte e che al mattino ti rendono iperattiva e iperentusiasta – e tu ti senti benissimo, sono gli altri a subire le conseguenze della tua esaltazione. Il tutto condito da sani colpi di testa, succulenti tuffi nell’ignoto, esperimenti ai fornelli e tonnellate di appunti a piacere. E la presentazione? Al bando i canoni e le norme, largo alla spontaneità, alla fantasia, all’imprevisto, alla follia artistica e sentimentale.

Cover_Morso_Coppola

Con Dai un morso a chi vuoi tu. Storie d’amore per appetiti formidabili, l’antologia edita da Booksalad che raccoglie nove racconti e nove ricette di altrettante autrici (Monica Coppola, Carlotta Borasio, Desy Icardi, Linda Scaffidi, Francesca Mogavero, Sarah Iles, Arianna Berna, Miriam Ghezzi, Valeria Angela Conti), ho potuto giocare, banchettare e confrontarmi con i miei tre elementi del cuore… per dare vita a una storia.

Già, perché in questo progetto ci sono anch’io.

Continua a leggere

I want candy! Viola, Vertigini e Vaniglia di Monica Coppola

viola

Una persona molto saggia amava ripetermi che “non tutte le ciambelle riescono col buco”, ma questa cosa mica mi convinceva tanto: io le ciambelle le volevo tutte uguali, tutte con lo stesso grado di cottura e la doratura un po’ bisunta in egual misura, tutte con la medesima spolverata di zucchero a velo e, soprattutto, con un foro perfettamente tondo al centro. Altro che Giotto.

Con il passare del tempo, oltre le strade biforcate, la mia estetica della ciambella si è stemperata nel burro della frolla e nella sofficità della pasta choux, ha cozzato contro una barriera di meringhe e di sfoglie croccanti e si è squagliata a bagnomaria insieme al cioccolato fondente. Tra un blackout qua e là, una crema pasticcera che impazzisce, un frigo che protesta a voce alta alle tre di notte, qualche scottatura e un impasto poco omogeneo, il libro di cucina si è aggiornato progressivamente, le sue pagine si sono riempite di piatti testati e rielaborati, e il segnalibro si è fermato alla ricetta del cuore… Una ricetta che magari non sarà perfetta (forse verrebbe cestinata all’istante da Gordon Ramsay), ma che ogni volta induce le papille gustative a cantare e porta in visibilio le sinapsi.

Il colpo di mattarello finale – in senso buono! – me lo ha assestato Viola, Vertigini e Vaniglia di Monica Coppola (Book Salad), un’altra sfavillante scoperta del #SalTo15. Continua a leggere

Guanti di plastica

50 sfumature di… pomodoro!

Guanti di plastica_modificato

Toccami, dài.

Lo vogliamo entrambi.

Toccami, palpeggiami, tastami. Come quando ci siamo incontrati per la prima volta.

Santa Rosa! Mi sembra ieri… E forse lo era davvero, ho perso il senso del tempo.

Continua a leggere