Legami immaginari e vere astuzie: “La signora Thomson” di Valeria Dainese (Gemini Grafica Editrice)

Buonasera serpentelli,
questa notte ho il piacere di parlarvi di un libro che con abili tocchi ci porta nell’Inghilterra fumosa, capace di cieli nuvolosi e di esplosioni di colore, tra sospetti e navigazioni, dicerie e risate bambine, lezioni di francese e uomini ideali…
Curiosi? Incominciamo! 😉

vivienne_copertina_definitiva_200

Qualcuno si manda fiori e poesie, inventando uno spasimante segreto per ingelosire o autoravvivarsi il lunedì mattina; qualcun altro tiene vivo un ricordo, idealizza un’ombra e le attribuisce una forma tanto apparente quanto ingombrante per paura del futuro e delle nuove scottature che potrebbe portare con sé; un altro ancora assume a tempo determinato, anzi, con un contratto a progetto, un partner per finta al fine di accalappiare il biondino simil-Backstreet Boys di turno – ma questa è la trama di Drive me crazy, commedia romantica che personalmente e quasi inspiegabilmente adoro, ma non è questo il momento di parlarne.

Vivienne Claudell, protagonista de La signora Thomson di Valeria Dainese (Gemini Grafica Editrice), no. O meglio, compie un passo in più: si fa realizzare una fede nuziale. Ma chi è Albert Thomson, il cui nome è impresso sulla vera?

Continua a leggere

Lifting

Non avevo mai passato così tanti giorni lontano dal mio blog.
Mi è mancato il mio salottino virtuale, la mia soffitta di pixel in cui stipare parole e letture… Ma la vita, a volte, ti sballotta qua e là come in balia di una tempesta – e senza salvagente a forma di papera, per giunta! – altre stanze e porte reclamano di essere arieggiate, aperte, e spesso oltre la soglia ci sono ombre e specchi con cui dialogare, ma sempre col sorriso e un pizzico di coraggio.
E di certo non mancano le sorprese e gli approdi inconsueti, misteriosi e bellissimi,
luoghi e sogni tutti da esplorare.
In più ho il sospetto che sotto il mio letto non si nasconda un mostro dagli occhi di brace – e non so quanto gli converrebbe stare là sotto, tra orecchini smarriti e peli di gatto… E poi perché, con tutto lo spazio disponibile, le dimore abbandonate e gli incubi in cui abitare, un mostro dovrebbe deputare a residenza proprio quei pochi metri quadrati e avere una comunità di acari come coinquilini? Forse è lui ad aver paura di me? Se mi conoscesse meglio, forse potremmo concederci una partita a carte prima della nanna o scambiarci confidenze mentre ci facciamo le trecce a vicenda… Nessun mostro, dicevo, ma ho il dubbio che da qualche parte nella mia stanza si celi un ladro di tempo, che notte dopo notte trafuga granelli dalla mia clessidra…
E quando mi sveglio è già maggio.

Per cui rieccomi qui con un nuovo racconto… Ciao serpentelli!

 

Lifting

Storie tra le… rughe

 lifting

“Tirati su!”

Sul volantino campeggiava una bellezza elvetica platinata dall’età indefinibile, con due zigomi piramidali e un sorriso dagli angoli talmente in su che i tizi del video di Black hole sun potevano solo sognarselo.

Un A5 sgargiante, quasi un led di carta: lo prese per un segno.

“Tirati su! Lifting facciale, rimpolpamento rughe, tech-bio-nano scultura a partire da…”

Sorvolò sul prezzo, sorvolò sullo slogan di dubbia ironia, sorvolò perfino sulla correttezza ortografica di quei termini in bilico tra lo splatter, la pura zarria e Star Trek e compose il numero telefonico riportato in calce in grassetto carminio-catarifrangente.

Irritante musichetta di attesa, vocina sorcina, flap flap di agenda, spolliciamento sulla tastiera del pc e via, appuntamento fissato per quello stesso pomeriggio.

“Tirati su!”

Se non aveva funzionato una seconda (e nemmeno una terza e una quarta) vita sui Social, se la vodka aveva clamorosamente fallito, se il persiano bianco era stato contagiato dal suo mood depresso vanificando anni e anni di studio sulla pet therapy, forse avrebbe funzionato il binomio botox-bisturi… Tirarsi su alla lettera, una stiratina, uno colpo di mini spada laser… un ritocchino, insomma.

Continua a leggere

Ho visto la luce ma ho scordato di pagarla!

Il guizzo dei ricordi, l’abbaglio della ribalta, il lato oscuro del Cenone, il blackout: mille modi per parlare della luce… e riderne!

Desy Icardi e due Pennute (tra cui la vostra Med) vi aspettano sabato 13 dicembre alle ore 17.30 a Torino per un reading… Illuminante!

Vi aspettiamo! 😉

Ho visto la luce ma ho scordato di pagarla

Letture… con le penne!

Locandina 13nov2014

Cari serpentelli, giovedì 13 novembre
vi aspettiamo al Blah Blah per un aperitivo comico letterario con Le Pennute, quattro autrici ironiche e senza peli sulla lingua (ma con tante penne!)
della scuola Facciamo La Lingua.
Conduce la serata la cabarettista e scrittrice Desy Icardi.

Il programma?
Aperitivo dalle 19,00 con DJ-set di Davide Salvatore e DJ Naska, spettacolo alle h.21.00 e poi ancora DJ-set e via alle danze…

Cosa state aspettando? Volate a Torino, in via Po 21!

Tacchi e Taccheggi – Taccheggiare non è mai stato così di moda. Intervista all’autrice Desy Icardi

Il blog I Love Wropping presenta
Desy Icardi con il suo libro TACCHI E TACCHEGGI

Cari serpentelli, dopo l’intervista dal vivo in Barriera di Milano, oggi I Love Wropping ha il piacere di ospitare Desy Icardi, autrice di Tacchi e Taccheggi (Golem Edizioni)!
Ciao Desy, e benvenuta nel mio blog: purtroppo non abbiamo a disposizione tè, pasticcini e un bel divano comodo, ma solo uno spazio virtuale…
Fa niente, ora apro il frigo e mi mangio uno di quegli yogurt con i granellini colorati e sgranocchio per tutta l’intervista. Ne vuoi uno? Lo zippo e provo a inviartelo via WeTransfer.

Eccolo, grazie! Ma temo che nel trasferimento si sia perso qualche Lactobacillus… Ora che ho fatto merenda, leggo dalla prefazione di Massimo Tallone al tuo libro: “È noto a tutti che far ridere (consapevolmente) è molto più difficile che far piangere. […] c’è modo e modo di far ridere: […] i comici […] gli umoristi […] E poi, […] tutt’altro paio di mutande è affidare il compito alle sole parole scritte”. Per dire, far ridere non è roba da ridere. E tu? Ti senti più comica o umorista? Insomma, Desy, chi sei?
Raccontaci un po’ di te.
Posto che il comico si basa su reazioni istintive e immediate – spesso fisiche – mentre l’umorismo utilizza costruzioni più articolate e rivelando un retrogusto acidulo, quando non addirittura amaro, essendo tendenzialmente cerebrale, anzi diciamo pure cervellotica, mi rivolgo di prevalenza all’umorismo; senza negarmi qualche uscita più terra terra tipico del cabaret. E ciò risponde alla seconda domanda, cioè al chi sono. Io sono una cabarettista e una scrittrice. Nel cabaret, dove posso usare l’intero corpo – e che corpo! – faccio largo uso della comicità, nello scrivere devo lavorare più di narrazione e di umorismo. Continua a leggere