Legami immaginari e vere astuzie: “La signora Thomson” di Valeria Dainese (Gemini Grafica Editrice)

Buonasera serpentelli,
questa notte ho il piacere di parlarvi di un libro che con abili tocchi ci porta nell’Inghilterra fumosa, capace di cieli nuvolosi e di esplosioni di colore, tra sospetti e navigazioni, dicerie e risate bambine, lezioni di francese e uomini ideali…
Curiosi? Incominciamo! 😉

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Qualcuno si manda fiori e poesie, inventando uno spasimante segreto per ingelosire o autoravvivarsi il lunedì mattina; qualcun altro tiene vivo un ricordo, idealizza un’ombra e le attribuisce una forma tanto apparente quanto ingombrante per paura del futuro e delle nuove scottature che potrebbe portare con sé; un altro ancora assume a tempo determinato, anzi, con un contratto a progetto, un partner per finta al fine di accalappiare il biondino simil-Backstreet Boys di turno – ma questa è la trama di Drive me crazy, commedia romantica che personalmente e quasi inspiegabilmente adoro, ma non è questo il momento di parlarne.

Vivienne Claudell, protagonista de La signora Thomson di Valeria Dainese (Gemini Grafica Editrice), no. O meglio, compie un passo in più: si fa realizzare una fede nuziale. Ma chi è Albert Thomson, il cui nome è impresso sulla vera?

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Foulard Hermès

Un’avventura… alla moda!

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Il serpente Emmès era vicino.

Amelia avvertiva un brivido alla base della nuca e un formicolio in tutti i polpastrelli.

Ormai sapeva tutto di Lui: aveva consultato antichi volumi con immagini spaventose, dalle tinte sgargianti, che parevano saltar fuori dalle pagine e mettere alla prova il suo coraggio; aveva disegnato mappe con l’inchiostro simpatico per evitare sguardi indiscreti, fatto calcoli, consultato le stelle sul soffitto, le carte e il calendario; il saggio Papin’O, inutilmente, le aveva detto di guardarsi dalla furia di Ammam, poi l’aveva fissata a lungo – sul naso portava spesse lenti di cristallo, che rendevano i suoi occhi grandi grandi come quelli di un gufo, ma di un color nocciola caldo e buono come le castagne e la crema al cioccolato fondente – e le aveva bisbigliato di dare sempre ascolto al suo spirito avventuroso.

E lei non se l’era fatto ripetere: zaino impermeabile in spalla, una bottiglietta d’acqua, qualche razione di cibo, un cerotto ancora incartato (meglio non partire impreparate!) e via, verso l’ignoto.

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Profumi ritrovati: La Donna Perfetta di Amabile Giusti

Un libro che arriva al cuore… e al naso!

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Sorprendente come un intervento di routine di novanta minuti – il tempo di una partita di calcio – ti spalanchi le porte di un nuovo mondo… e le narici!

Sopravvissuta, tra ringhi e mugugni, a quasi ventiquattr’ore di digiuno, soprannominata “La Letargica” dal personale ospedaliero che si divertiva a pizzicarmi le guance (e che ci posso fare se affronto la minima avversità con una dormita?), scampata agli attacchi felini di Bia contro le garze e i cerotti, eccomi a casa con un setto nasale che non esce dal seminato e va “dritto per dritto”. Ed eccomi qui, seduta a tavola, a rendermi conto che la leggendaria torta di mele della suocera, già in ottimi rapporti con ogni mia singola papilla e la pancia, possiede in realtà anche una solare nota di scorza di limone, che i pasticcini di mamma alla crema e al marron glacé hanno due gusti e due profumi ben distinti, ma irresistibili in egual misura, che il sale affumicato islandese è effettivamente salato e che la pappa “Tonnetto e Pesce dell’Oceano” della micina racchiude in sé una concreta e articolata sinfonia di pinne gialle e altre varietà ittiche (forse anche abissali).

Ma a stuzzicare l’olfatto ci ha pensato anche uno splendido libro, acquistato e divorato come si fa con una sfogliatella, in due bocconi memorabili e con enorme soddisfazione: La Donna Perfetta di Amabile Giusti, autrice di cui ho già avuto modo di parlare qualche mese fa.

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Book Clutch

Borse e letteratura: due must intramontabili… e a volte confondibili?

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Una delle tante aziende produttrici di Book Clutch è di Napoli: si tratta di By M., il marchio di Maria Marigliano Caracciolo. Moda, letteratura e legatoria si combinano alla perfezione… e fanno impazzire le star di tutto il mondo! Guardate qui che delizia: http://www.bloost.it/ita/brand/borse-libro-maria-caracciolo.aspx

La chiamavano “tardiva digitale”. E a lei, puntualmente, veniva da pensare a un frutto dimenticato sull’albero, a una mela che rosseggiava in solitudine sui rami più alti, troppo in su per essere colta da quei coglitori maschi, col fisico di Russell Crowe e lo sguardo alla Gian Maria Volonté. Di solito, a questo punto, il passo dagli occhi scuri di Gian Maria Volonté a una fantasia Spaghetti Western al limite della decenza era breve: la professoressa Penelope Godwin, docente di letteratura inglese a Oxford e lontana parente di Mary Shelley, si vedeva catapultata due secoli addietro, nell’Ovest più profondo del Nuovo Mondo. Sarebbe scesa da un treno a vapore con un bagaglio leggero, vestita di pizzo e crinolina; avrebbe diretto una piccola scuola in un villaggio di minatori e lì, tra mille difficoltà, epidemie di tifo, scontri con gli Apache e sogni profetici a proposito di bisonti bianchi, lupi solitari e aurore boreali, avrebbe convertito un bandito impenitente e bellissimo, facendolo soccombere alle lettere e al sublime fascino delle pagine scritte. Complici una bufera di neve e un cavallo imbizzarrito, si sarebbero ritrovati, soli, nelle perigliose praterie e per non morire di freddo sarebbero stati costretti a…

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