La vita È un film. Segnalazione de “L’anno perfetto” di Raquel Villaamil (Libro Aperto International Publishing)

Checché se ne dica in giro, a volte la vita somiglia davvero a un film, e ciascuna di noi ha la propria trama, della quale è regista, produttore – spesso con scarsi fondi –, sceneggiatore – spesso con le idee un po’ confuse – e interprete.

Di recente la mia esistenza somiglia a un discutibile lungometraggio con Sylvester Stallone – e anche l’espressione, intirizzita dal gelo e dal pullman affollato, è più o meno la stessa: cappello di lana calcato sulla testa, espressione truce e disincantata di chi aspetta il sopramenzionato mezzo pubblico da mezz’ora, corse contro il tempo, salvataggi (di file) per il rotto della cuffia, qualche colpo sul naso e linguaggio colorito… Però che avventura e che adrenalina (dite che soffro di esaltazione facile?)!

Per qualcun altro la pellicola è di un genere diverso, come nel caso di Miriam: dopo fraintendimenti e cadute… organiche, tutto ora sembra andare per il meglio: una storia d’amore esaltante come la serie preferita, un fidanzato sex symbol, una carriera che si preannuncia un viale del tramonto all’incontrario, in salita e sempre più sfavillante… Ma cosa succede quando il plot devia all’improvviso, e il thriller e il paranormale sembrano metterci lo zampino artigliato e minacciano di ritinteggiare il roseo fondale?

Ancora due giorni per poter leggere il seguito di Manhattan Beach, il chick di Raquel Villaamil che ho adorato (trovate la mia recensione qui).

In attesa del 3 dicembre, vi lascio qui di seguito qualche dettaglio e vi auguro buona visione… ops, lettura! 😉

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«Quando esattamente la mia vita si era trasformata nel copione
di un film horror?»

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Summer BookmusicTag

unacontraddizioneambulante

È agosto, l’afa stalkerizza e io ho mal di gola, mal di testa e raffreddore. Matematico.

“Abuso da ventilatore” è la spiegazione – e qui parte un flashback della sottoscritta, in vestitino celeste con Hello Kitty, abbracciata al sopramenzionato mentre guarda una commedia romantica con gli amici, barrisce a ganasce spalancate e mangia Viennetta.

Ma non divaghiamo – e smettiamola di autocalpestare la dignità.

Malattia=Reclusione casalinga=Lettura e video musicali a volontà… Ergo il qui presente tag dedicato alle letture e alle canzoni che ci accompagneranno in quel che resta di quest’estate 2015 capita proprio a fagiolo (borlotto o cannellino, fate voi)!

Ecco le regole:

  1. Citare il creatore del tag: Una contraddizione ambulante
  2. Ringraziare chi vi ha nominati: Cafè Days ❤ ❤ ❤
  3. Nominare cinque blog e avvisarli
  4. Usare l’immagine Summer BookMusic Tag

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Cristallino

Non sarà il classico gioiello, ma di certo è un tesoro da tenere ben stretto…

 Cristallino

Quando sparì il Golden Retriever iniziò ad allarmarsi.

Dapprima non ci aveva fatto caso: un anello perso chissà dove, un portasigarette lasciato sulla mensola del caminetto e poi volatilizzato nel nulla, la penna – di quelle che costano, made in Italy al cento per cento – forse prestata (non ne era proprio sicuro, su questo punto la percentuale era più bassa) e mai riavuta indietro. Cose che capitano, la memoria che fa cilecca, o magari un principio di demenza senile nella madre tutta ferri e calze (se ne sarebbe preoccupato solo nel momento in cui quelle suddette calze fossero state riposte nel congelatore dalla suddetta madre), oppure il cane stesso – si sa che quelli acciuffano qualunque cosa, l’ammollano ben bene e poi la seppelliscono dove capita, credendosi reincarnazioni pulciose di pirati. O di impresari di pompe funebri.

Oh sì, lui ne aveva seppellite di cose… di gente – lui lui, non il Retriever – la conosceva bene la trafila, le scartoffie, la faccia da poker e da briscola e da scala quaranta con cui presentare la parcella ai familiari della buonanima, la cassa più adatta al trippone o alla mingherlina che già in vita si era portata avanti con le pratiche della mummificazione, perfino i fiori più adatti alla stagione e all’incarnato del caro estinto. Non per nulla era l’impresario di pompe funebri più in voga del circondario, rinomato per serietà, discrezione e sollecitudine. La sua rapidità di mano, invece, restava un segretuccio tra lui e il trapassato di turno. I parenti – i parenti! – oh, loro apprezzavano particolarmente quei quarantacinque-cinquanta secondi che chiedeva solo per sé e la salma, un ultimo saluto tutto particolare, un minuto scarso in cui lui, così ferrato in materia, avrebbe rivelato chissà quale scorciatoia, vademecum o consiglio di viaggio per arrivare dritti dritti senza intoppi, e senza passare dalla selezione all’ingresso, davanti a San Pietro. Continua a leggere

Summer Tag 2015!

summer-tag 2015

Evviva!! Grazie mille a Chiara del blog Chiarachiarissima (https://chiarachiarissima.wordpress.com/) per avermi nominata per questo tag divertente e rinfrescante come un succo d’ananas ghiacciato, e grazie anche a Iriseperiplo (https://iriseperiplo.wordpress.com) per averlo ideato.

Ecco le regole:

  • Citare il Blog che ha creato il tag e quello che vi ha nominati
  • Inserire come immagine principale quella che vedete qui sopra
  • Nominare 5 blog e avvisarli di averli taggati
  • Raccontare le vostre preferenze estive, iniziando con abiti, calzature e creme solari. Continuare con il piatto estivo e il gelato preferito. E per ultima la vostra canzone dell’estate per eccellenza.

Pronti? 😉 Via!

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La curiosità uccide il gatto di Blake B. Capelli rossi e ratti albini: una Biancaneve sui generis sotto il cielo di Torino

La curiosità uccide il gatto

Le fiabe migliori (?), di solito, hanno come protagonista una bambina con le guance pienotte e rubizze alla Heidi, buona come il pane appena sfornato da Banderas e impareggiabile in fatto di lavori di casa; la bambina in questione, poi, affronta difficoltà familiari, tracolli economici, catastrofi naturali e avance da parte di orchi e bestiacce, ma inevitabilmente e perennemente con un sorriso – perfetto e radioso nonostante l’odontoiatria sia ancora agli albori – stampato tra una fossetta e l’altra; lacrime, incantesimi, pantegane trasformate in destrieri dal manto immacolato, zucche rubate all’agricoltura, arcolai fuori posto, punture, dormite di un secolo (peggio della sottoscritta di domenica mattina), inseguimenti, agnizioni, baci e abbracci e infine pam!, un matrimonio fastoso (con un quasi-sconosciuto di nobili natali) di comprovata durata, solidità e passione sotto l’egida del “E vissero per sempre felici e contenti”. E chi s’è visto, s’è visto.

La storia di cui vi parlo oggi, invece, inizia a un passo dalla fine, dal risveglio della bella quanto enigmatica principessa: Zora ha riaperto gli occhi diciotto anni fa in una villa in collina, del suo prima non ha memoria e il suo orologio biologico si è fermato.

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Scarpe da tip tap

Estorsione… letale!

Scarpe da tip tap

Non aveva fatto i conti col cadavere.

Era sempre stato quello, il suo modus operandi: istinto e azione. Poi, a pulire e riordinare, ci avrebbe pensato qualcun altro.

Poteva andar bene alle elementari, quando si appropriava di Trancini, Buondì e crostate alla ciliegia sotto la minaccia di una manina chiusa a pugno – alle sedici e trenta precise, all’uscita da scuola, la sua tata avrebbe notato le bambine con i lucciconi e il visetto smunto per la mancata merenda, e avrebbe comprato il loro silenzio con un bombolone ancora sfrigolante o una fetta di torta di mele casalinga e senza additivi (lo vedi che succede, a volte, ad accettare cibo dagli sconosciuti!).

E poteva funzionare alle medie, al bel tempo in cui il furto di un orecchino o una molletta (più un eventuale corredo di pizzichi e pugni) valeva la candela – le vittime erano prontamente rintracciate da sua madre e ricevevano un buono per una seduta gratuita presso uno dei suoi saloni di bellezza (benedette siano l’acne e le sopracciglia selvagge dell’adolescenza!).

Il “gesto assoluto”, la monelleria senza pensare alle cause né alle conseguenze, era il suo credo, si era affinato negli anni e filava liscio anche adesso, a ogni litigata con un professore, ogni chiamata in presidenza, ogni minaccia di sospensione: se le sovvenzioni del paparino (un istituto superiore privato, ricalcato sul modello del college britannico, ha bisogno di sussidi, è ovvio) non erano valse a salvarla dalle bocciature, almeno avevano ammantato la sua figura armonica e proporzionata di quell’aura di intangibilità e deferenza per la quale si stava tanto prodigando.

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Cappello da strega

Lo so, lo so, Halloween è già passato e oggi ricomincia la settimana…

Ma a volte certi racconti arrivano a cavallo di una scopa, e il viaggio richiede un po’ di tempo!

 Cappello da strega

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